PUNTO 1 - Islanda studia referendum restituzione depositi 20/2

mercoledì 6 gennaio 2010 18:04
 

(unisce take precedenti, aggiunge dichiarazioni ministro delle Finanze)

REYKJAVIK, 6 gennaio (Reuters) - Il governo islandese si avvia a indire un referendum, da tenersi il 20 febbraio, sulla restituzione a Gran Bretagna e Paesi Bassi dei 5 miliardi di dollari persi dai loro risparmiatori nell'ambito del collasso delle banche del Paese. È quanto emerge dal progetto di legge, che Reuters ha potuto visionare.

Secondo il ministro delle finanze islandese Gylfi Magnusson un esito negativo del referendum e in generale ogni ritardo nel rimborso dei depositi potrebbe mettere in discussione il programma di aiuti del Fondo monetario internazionale, nonchè gli sforzi per allentare i controlli sui capitali, con ulteriori conseguenze negative sull'economia del Paese.

"Sembra che l'intervento del Fmi sia stato ritardato. E c'è da scommettere che verrà congelato finchè la questione non sarà risolta", ha detto Magnusson. "Anche ogni alleggerimento dei controlli valutari dovrà certamente attendere fino allo sblocco dell'impasse" ha aggiunto.

Il Parlamento islandese aveva approvato a fine 2009 la restituzione dei fondi, ma il presidente della Repubblica Olafur Grimsson ha dichiarato ieri che non firmerà il provvedimento, passaggio necessario per la trasformazione in legge.

Il rifiuto del presidente implica, Costituzione alla mano, che l'Islanda si esprima sulla legge attraverso un referendum.

In giornata l'agenzia Moody's si è espressa sulla vicenda affermando che il no del presidente della Repubblica ai rimborsi complica l'uscita dell'Islanda dalla crisi, aggiungendo che la rinnovata instabilità politica potrebbe portare ad azioni di segno negativo sul rating del Paese.

Ieri Fitch aveva ridotto il rating islandese a BB-, con "outlook negativo", mentre S&P ha messo il rating del Paese sotto osservazione, aprendo la strada ad un possibile taglio - di due notch - anche da parte sua.