16 dicembre 2009 / 13:51 / 8 anni fa

PUNTO 2-Scudo, domani governo riapre termini, attesi 20-30 mld

* Nuova finestra per adesioni fino ad aprile 2010

* Aliquota sale a 6%

* Tremonti: da scudo ter oltre 5 punti di Pil

(Accorpa pezzi, aggiunge dettagli e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - La riapertura dei termini per l'adesione allo scudo fiscale dovrebbe essere approvata domani dal Consiglio dei ministri e potrebbe portare alla regolarizzazione di altri 30 miliardi di euro con il pagamento di un'aliquota del 6%.

"Ne devo discutere con i miei colleghi. Ne parlerò domani in Consiglio dei ministri", ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti conversando con i cronisti in Transatlantico dove oggi è stata votata la fiducia alla Finanziaria 2010.

Una fonte di maggioranza rivela che chi vorrà aderire potrà mettersi in regola entro il mese di aprile pagando un'aliquota del 6% rispetto al 5% dello scudo ter scaduto ieri.

Lo strumento legislativo è il decreto legge Milleproroghe, esaminato in sede di pre consiglio nella giornata di ieri.

Tremonti non fa ipotesi sul possibile gettito che il Tesoro potrà raccogliere nel 2010 dalla nuova sanatoria: "Se il Consiglio dei ministri deciderà domani per la proroga credo che saremo molto prudenti".

Tuttavia, secondo una fonte ministeriale, la riapertura dei termini porterà a sanare ulteriori capitali per un importo di 20-30 miliardi di euro. Con un'aliquota al 6% il gettito in più per lo Stato ammonterebbe a 1,2-1,8 miliardi.

Risorse fresche che il governo potrà impegnare nel nuovo decreto di gennaio per le misure di stimolo dell'economia, tra le quali gli incentivi all'acquisto di auto ed elettromestici.

MINISTRO NON SI SBILANCIA SU RISULTATI SCUDO TER

Lo scudo ter ha dato la possibilità di sanare tra il 15 settembre e il 15 ottobre i capitali depositati illecitamente all'estero pagando un'aliquota pari al 5%. Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni i capitali emersi potrebbero ammontare anche a oltre 110 miliardi di euro rispetto alla stima governativa di 80.

"A bilancio abbiamo messo un euro. Quindi se sono 2 il successo è al 100%. Poi si è ipotizzato intorno agli 80 miliardi. Questi sono i dati che abbiamo utilizzato. Se ci sarà qualcosa in più lo sapremo nei prossimi giorni", ha detto Tremonti. Poi, scherzando con i cronisti: "Credo che stasera ci saranno dati in stile exit poll".

Il governo ha già utilizzato 3,7 miliardi di gettito raccolto con lo scudo per spostare al 2010 parte di quanto dovuto a novembre sull'Irpef. Quando saranno recuperate in sede di saldo 2010, queste risorse andranno a coprire parte delle misure previste in Finanziaria.

Il gettito in più potrà essere utilizzato per finanziare misure nell'ultimo scorcio del 2009, a meno di nuovi artifici contabili analoghi al decreto Irpef che ne spostino la contabilizzazione al prossimo anno.

CAPITALI EMERSI MANTERRANNO IN PIEDI AZIENDE

Il ministro si mostra soddisfatto e arriva a definire lo scudo fiscale "la più grande manovra finanziaria mai fatta negli ultimi anni".

"Quel che conta non è il gettito, anche perché si tratta di entrate una tantum. Quello che conta è soprattutto cosa rientra in Italia. È probabile che la quota di rimpatri reali sia superiore ai rimpatri virtuali", ha detto Tremonti.

"Si diceva che i capitali votano con le gambe. Prima votavano uscendo, ora rientrando".

"Sono più di cinque punti di Pil in tre mesi. È un'enorme quantità di capitali che sarà utilizzata per mantenere aperte le aziende. Per non licenziare, per continuare l'attività. Sarà utilizzata per fare i castelletti di Basilea II", ha aggiunto.

Il ministro si è quindi soffermato sulle differenze fra scudo ter e le prime due sanatorie a cavallo di 2001 e 2002, che hanno portato alla regolarizzazione di circa 73 miliardi.

"La cosa strana è che entrò quasi tutto da Piemonte e Lombardia. Era vecchio capitalismo, erano i nipoti di chi negli anni aveva accumulato capitali all'estero. Ora l'impressione è che nelle dichiarazioni siano presenti quasi tutte le regioni", ha spiegato Tremonti.

"Ora c'è una nuova politica europea e il tempo dei paradisi è over", ha detto il ministro, aggiungendo che gli accertamenti fiscali "saranno intensificati anche con gli altri Paesi europei".

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