S&P's,in banche italiane perdite su crediti 2010 a livelli 2009

martedì 15 dicembre 2009 17:30
 

MILANO, 15 dicembre (Reuters) - Le perdite sui crediti per le banche italiane saranno nel 2010 ancora elevate, intorno ai livelli del 2009. In aggiunta sono probabili ulteriori riduzioni di rating per gli istituti italiane, su cui pesa un numero elevato di outlook negativi.

Lo ha detto oggi Renato Panichi di Standard and Poor's, durante la conferenza stampa annuale per l'Italia dell'agenzia di rating.

"Nel 2010 le perdite sui crediti rimarranno ancora su livelli elevati, all'incirca l'1,2% stimato sul totale prestiti già per il 2009" dice Panichi ricordando che gli outlook negativi al momento sono su 27 banche su un totale di 48, oltre la metà quindi delle banche italiane, il che fa presagire possibili nuovi cali di rating.

Tra le banche italiane con outlook negativo spicca Intesa SanPaolo (ISP.MI: Quotazione), "e quindi il suo rating ['AA-'] è potenzialmente a rischio" dice Panichi. "Dipenderà dalla performance finanziaria del gruppo, per altro in passato superiore alla media italiana, dal livello di asset tossici, dagli accantonamenti".

"Nel 2009 - ha ricordato Panichi - sono stati ridotti i rating di 17 banche e istituzioni finanziarie e gli outlook di altri 11. Le motivazioni principali sono stati il forte deterioramento della qualità degli attivi e la ridotta redditività". Tra le maggiori banche che hanno subito la riduzione del rating nel 2009 ci sono Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) (ora ad 'A'), Banca Mps (BMPS.MI: Quotazione) (ora a 'A-') e Banca Popolare (BAPO.MI: Quotazione) (A-).

Il sistema bancario italiano, nota l'agenzia di rating, è comunque stato meno toccato dalla crisi rispetto al resto del settore europeo, dove parecchi istituti hanno avuto bisogno di interventi governativi di ristrutturazione.

RESTANO FATTORI DI VULNERABILITA' TRA LE BANCHE ITALIANE

Le principali vulnerabilità che continueranno a incidere in modo negativo sui rating delle banche italiane saranno una crescita economica domestica inferiore alla media europea, un elevato rischio di credito, soprattutto nella componente corporate, un elevato rischio di concentrazione single-name e una minore capacità dello Stato di sostenere il sistema bancario rispetto alla media europea, dice il rapporto di S&P's.   Continua...