Scudo fiscale, al Tesoro si lavora ancora, in attesa Ue - fonti

mercoledì 13 maggio 2009 19:04
 

ROMA, 13 maggio (Reuters) - Al ministero dell'Economia si lavora ancora per preparare un nuovo scudo fiscale di regolarizzazione dei capitali all'estero, ma si attende un coordinamento con la Ue ed i tempi del provvedimento non sono brevi.

E' quanto hanno detto oggi a Reuters fonti governative dopo che negli ultimi giorni si era tornato a parlare di un provvedimento imminente sullo scudo fiscale per poterlo sfruttare anche come copertura del decreto sul terremoto.

"Allo scudo si lavora ancora, ma si è in attesa di un coordinamento con la Ue che non fa perciò apparire imminente il provvedimento", dice una fonte.

La stessa fonte spiega che "per il decreto sul terremoto lo scudo sarebbe più che utile e non è escluso che il decreto Abruzzo attualmente all'esame del Senato possa avere legami in qualche modo con provvedimenti futuri come appunto lo scudo".

Per quel che riguarda il tipo di "coordinamento" con la Ue, le varie fonti però rimangono abbastanza generiche: tutte negano che ci siano la necessità di un provvedimento comune con altri Paesi, ma tutte tendono ad avvalorare la tesi che il governo italiano voglia concordare il testo del provvedimento a livello continentale con altri Paesi e presentarlo solo in presenza di altri analoghi provvedimenti di nazioni Ue.

Vi sono poi i problemi politici interni. Il Tesoro ha cercato di coinvolgere, su un provvedimento che si configura come un condono fiscale, anche le opposizioni ma per il momento non ha avuto ascolto. Anche su questo fronte quindi si tratta l'argomento con una certa prudenza.

I contorni del provvedimento restano quelli in passato descritti da Reuters: secondo fonti bancarie i capitali italiani esportati illegalmente ammontano attualmente a circa 600 miliardi di euro. Il Tesoro sta lavorando ad una tassa di rientro in un range compreso fra il 7 ed il 10% e non è stato deciso se i capitali regolarizzati debbano avere vincoli di investimento o meno, aspetto sul quale però l'Europa ha già espresso contrarietà.

Le stesse fonti fanno notare che l'operazione è "subordinata anche agli esiti del dibattito internazionale sul tema dei paradisi fiscali e su come l'amministrazione americana voglia proseguire nei suoi rapporti con le banche estere, dopo le vicende sull'evasione fiscale con la svizzera Ubs".

Sembra molto difficile quindi una chiusura della vicenda che permetta un suo utilizzo già nell'ambito del decreto sul terremoto. Più probabile, secondo le fonti, che per avere notizie più precise sul provvedimento si debbano attendere ancora alcune settimane.