13 novembre 2008 / 11:29 / 9 anni fa

Bce, interventi Stato su banche possono aumentare onere debito

ROMA, 13 novembre (Reuters) - La Banca centrale europea mette in guardia i Paesi europei con un elevato debito pubblico, come l'Italia, sull'aumento dell'onere del debito che potrebbe derivare da interventi dei governi a sostegno delle banche.

"A seconda della natura di tale intervento (nazionalizzazione, aumenti di capitale) e del relativo finanziamento, potrebbe determinarsi un aumento del debito, dei disavanzi e della spesa del settore pubblico e questo potrebbe produrre effetti di secondo impatto per via di maggiori oneri per interessi", si legge nel Bollettino.

Ieri, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ha prospettato come misura per rafforzare i ratio patrimoniali delle banche italiane - Tier 1 e possibilmente Core Tier 1 - e quindi sostenere, in via indiretta, il credito alle imprese, una emissione obbligazionaria del Tesoro da impiegare per sottoscrivere obbligazioni bancarie.

Secondo quanto dichiarato dal ministro l'operazione avrebbe un impatto sul debito lordo o nominale, che vale per Maastricht, ma non sul debito netto e si potrebbe tradurre in "un forte guadagno del Tesoro che emetterà meno e chiederà di più".

Il Sole 24 Ore stima oggi un possibile extra gettito per il Tesoro di 4,5 mld in cinque anni derivante dalla differenza tra la cedola che lo Stato incasserebbe sui bond subordinati bancari sottoscritti e il coupon che pagherebbe sui titoli di stato emessi per finanziare l'intervento.

SU ALLARGAMENTO SPREAD PESA ANCHE SOSTENIBILITA' CONTI

Per indicare i rischi di un aumento del servizio del debitom, n'ultimo Bollettino, la Bce ricorda che in ottobre i differenziali di rendimento tra i titoli di Stato tedeschi e quelli di altri paesi dell'area dell'euro hanno raggiunto nuovi massimi.

Oggi, prima dell'asta a medio-lungo termine del Tesoro italiano, lo spread di tasso tra il Btp agosto 2018 e il bund gennaio 2019 è risalito sopra i 100 punti base a 102, in brusco divaricamento dai 95 punti base di ieri sera.

L'aumento dei differenziali registrato in queste settimane è riconducibile alle differenze in termini di liquidità relativa dei rispettivi titoli e in termini di merito di credito degli emittenti, elemento influenzato anche dalla sostenibilità delle rispettive posizioni di bilancio, secondo la Bce.

Le ultime informazioni disponibili segnalano che nel 2008 in Italia, Francia, Portogallo e Grecia il disavanzo di bilancio dovrebbe essere pari o superiore al 2% del Pil (2,5% la stima del governo italiano per il 2008 dopo l'1,6% del 2007) , "segnando un'inversione di tendenza rispetto ai precedenti progressi in materia di risanamento dei conti pubblici compiuto nei primi due paesi".

Per il 2009 la commissione prevede un disavanzo di bilancio superiore al 3% del Pil in Francia e interventi di risanamento scarsi se non nulli, nei paesi con disavanzi elevati (2,1% la stima del governo italiano). "Il debito delle amministrazioni pubbliche resta consistente in Italia, Grecia, e Belgio", osserva ancora la Bce.

Lo scorso settembre Roma ha rivisto al rialzo le stime sul debito/pil 2008 al 103,7% nel 2008 e al 102,9% nel 2009.

Secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia in agosto lo stock di debito ha raggiunto il nuovo record di 1.667,2 miliardi di euro.

Su questa situazione, alla quale bisogna aggiungere le ingenti passività implicite assunte da molti governi come l'Italia sotto forma di garanzie sui depositi e sui prestiti bancari, aleggia lo spettro del deterioramento congiunturale.

"Una crescita potenzialmente inferiore del Pil in termini reali per più anni graverebbe ulteriormente sulla sostenibilità fiscale", dice la Bce

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