13 agosto 2009 / 09:00 / 8 anni fa

PUNTO 1-Con alto indebitamento misure aggiustamento 1% Pil - Bce

(aggiunge background e dati conti pubblici italiani, utleriori parti bollettino)

ROMA, 13 agosto (Reuters) - Nei paesi che hanno elevati disavanzi e rapporti di indebitamento gli interventi di aggiustamento strutturale delle finanze pubbliche dovranno raggiungere almeno l'1% del Pil.

Lo scrive la Banca centrale europea nel bollettino del mese di agosto.

"Nei paesi che presentano disavanzi e/o rapporti di indebitamento elevati l'aggiustamento strutturale annuo dovrebbe raggiungere almeno l'1% del Pil", si legge nel bollettino mensile della Bce.

In generale anche negli altri paesi "gli interventi di riequilibrio di equilibrio strutturale dovranno superare in maniera significativa il valore diriferimento dello 0,5% del Pil su base annua stabilito nel Patto di Stabilità e crescita", sottolinea Francoforte.

"Il processo di aggiustamento strutturale dovrebbe iniziare, in ogni caso, con la ripresa economica e nel 2011 andrebbero intensificati sforzi di risanamento", aggiunge la Bce.

"I dati recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali continuano a suggerire una probabile persistente debolezza dell'attività economica nella rimanente parte dell'anno, benché il ritmo di contrazione si stia riducendo nettamente", ricorda la Bce.

Quanto alla crescita dell'economia italiana, l'Istat ha stabilito ai primi di agosto che nel secondo trimestre 2009 il Pil ha visto una flessione congiunturale dello 0,5% e a livello tendenziale ha segnato -6,0%.

Il debito pubblico italiano ha raggiunto quota 1.752,188 miliardi nel mese di maggio 2009 a fronte dei 1.648,74 miliardi dello stesso mese 2008, secondo dati Bankitalia diffusi a luglio.

Il Dpef approvato a luglio dal governo vede salire il debito al 115,4% del Pil nel 2009 e oltre il 118% nel 2010, mentre il rapporto deficit/Pil è visto quest'anno al 5,3% e l'anno prossimo al 5%.

RIASSORBIRE BRUSCHI INCREMENTI SPESA PUBBLICA/PIL

Date le aspettative di una minore potenziale crescita "i governi dovrebbero adeguare la spesa pubblica alla luce delle nuove condizioni macroeconomiche e riassorbire quanto prima i bruschi incrementi del rapporto spesa pubblica/Pil", aggiunge Francoforte.

"Tale esigenza emerge anche dagli oneri di spesa indotti dall'invecchiamento demografico che i bilanci pubblici dovranno sostenere".

Il Dpef ha stimato che la spesa pensionistica, attualmente al 15,5% del Pil, dovrebbe rallentare al 15,3% nel periodo che va dal 2015 al 2024, per poi tornare a crescere nel periodo 2025-2039 quando dovrebbe arrivare a un valore massimo del 15,9%. Secondo l'ultimo rapporto Ocse in materia, l'Italia è quello con la spesa pensionistica più elevata.

"I programmi di finanza pubblica per il 2010, attualmente in fase di completamento in diversi paesi, e le strategie di risanamento dei conti a medio termine devono riflettere l'impegno a ripristinare finanze pubbliche solide e sostenibili in tempi brevi", conclude.

TRA PRIORITÀ CI SONO SALARI E OCCUPAZIONE

Quanto alle politiche strutturali che favoriscano una crescita sostenibile nell'area euro tra le priorità ci sono i salari e il rilancio dell'occupazione.

"Un adeguato processo di formazione dei salari e sufficiante flessibilità che favoriscano il reinserimento dei disoccupati sono di cruciale importanza per evitare che la crisi abbia un impatto negativo durevole sul mercato del lavoro. E' quindi essenziale creare idonei incentivi al lavoro", spiega Francoforte.

Nel primo trimestre 2009 il tasso di disoccupazione in Italia è salito al 7,3% dal 7,0% dell'ultimo trimestre 2008, segnando il livello più alto dal primo trimestre del 2006, sono i dati diffusi da Istat. Si tratta di un livello comunque inferiore alla zona euro, con Eurostat che ha rilevato un tasso di disoccupazione del 9,4%.

Quanto al lato dell'offerta, "le politiche volte ad accelerare la ristrutturazione e gli investimenti, in linea con il principio di un'economia di mercato aperta e con la libera concorrenza, genereranno le opportunità e gli incrementi di produttività necessari per innescare una ripresa sostenuta".

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