PUNTO 1 - Italia, S&P conferma rating 'A+', outlook stabile

martedì 13 gennaio 2009 15:43
 

(aggiunge dettagli)

MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Standard and Poor's ha confermato il rating 'A+' assegnato all'Italia sul lungo termine con prospettive stabili.

A dispetto dell'elevatissimo livello del debito pubblico e della spesa per interessi, scrive l'agenzia in una nota, l'Italia gode di un'economia relativamente prospera e diversificata e beneficia fortemente della partecipazione all'Unione monetaria.

Il brusco rallentamento dell'economia impedirà al governo di raggiungere un sostanziale pareggio di bilancio entro il 2012 e allo stesso tempo il peso del debito limità le possibilità di intervento a sostegno dell'economia contro la recessione.

L'agenzia stima che il debito quest'anno lieviti al 109% del Pil dal 104% circa di fine 2007.

Come sempre il debito si conferma la variabile cruciale su cui si gioca il rating italiano. Una riduzione duratura del debito favorirebbe un miglioramento del rating mentre un aumento marcato potrebbe portare rinnovata pressione verso il basso.

"La limitata flessibilità del governo sui conti è esemplificata dal crescente peso della spesa per interessi, che nel 2009 dovrebbe arrivare a circa il 12% delle entrate statali", si legge nel comunicato. Sotto la spinta del rallentamento economico, inoltre, il disavanzo di bilancio dovrebbe mantenersi prossimo al 4% del Pil almeno fino al 2011 offrendo al governo una chance per colmare il ritardo infrastrutturale dell'Italia.

"Disavanzi di quest'ampiezza potrebbero in realtà offrire al governo la possibilità di affrontare ostacoli di vecchia data alla performance dell'economia se la spesa venisse diretta a migliorare le infrastrutture fisiche, rafforzare le istituzioni e risolvere rigidità strutturali nel mercato del lavoro", dice S&P.

Proprio da questa mancanza di flessibilità e dalla progressiva erosione della competitività internazionale deriva il basso potenziale di crescita dell'Italia.

S&P coglie l'occasione che l'Italia ha uno dei profili peggiori sotto il punto di vista demografico tra i paesi con rating sovrano. A lungo termine ciò potrebbe danneggiare ulteriormente le prospettive di crescita.