Tremonti, Obama deve risolvere crisi finanza,non economia-stampa

giovedì 12 febbraio 2009 08:36
 

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - Il 'Corriere della Sera' riporta un intervento a firma del ministro dell'Economia Giulio Tremonti tratto dal nuovo numero della rivista "Italianieuropei" in cui il ministro analizza le cause della crisi finanziaria e definisce le misure dell'amministrazione Obama "ispirate alla forza simbolica della nuova Casa Bianca, più che a quella economica".

Tuttavia, "se hai un infarto curi il cuore e non le gambe. Se la crisi ha origine nella finanza, non la curi dalla parte sbagliata, con gli stimoli (sic!) applicati dal lato dell'economia reale" scrive il ministro.

Ricordando che l'origine della crisi è nella finanza, e si tratta non di una crisi di liquidità ma di una crisi di solvibilità, Tremonti dice che "la medicina non è nel fondere banche fallite con banche fallite, non è nello switch o swap tra debito privato e debito pubblico, non è creando domanda privata artificiale addizionale".

La missione della politica secondo Tremonti è "salvare le famiglie, le industrie, la parte delle banche autenticamente funzionale per lo sviluppo".

Se la crisi non verrà affrontata adeguatamente, le soluzioni si tradurranno semplicemente nel preambolo di una crisi futura.

"Il futuro non può in ogni caso essere il seguito o la proiezione del passato. I secoli passati sono stati, nelle relazioni economiche internazionali, soprattutto i secoli del gold standard. Il nuovo secolo deve, può essere il secolo del legal standard. Fatto da regole non limitate alla finanza, ma estese alla struttura sostanziale del capitalismo, come è degenerata negli ultimi anni. Senza nuove regole il superamento di questa crisi, fatto con i vari piani di salvataggio o con la bad bank, sarebbe infatti solo la preparazione della nuova".