Finanziaria, via libera della Camera, passa in Senato

giovedì 13 novembre 2008 16:19
 

ROMA, 13 novembre (Reuters) - L'aula della Camera ha approvato la Finanziaria 2009, che passa in Senato per la seconda lettura.

La Finanziaria, che al momento del varo in Consiglio dei ministri prevedeva il prossimo anno circa 7 miliardi di interventi, ha subito limitate modifiche durante l'esame a Montecitorio.

Dopo aver anticipato con il decreto di giugno la manovra economica del prossimo triennio, il governo ha infatti blindato la legge di bilancio, causando malumori tra le fila della maggioranza.

La Finanziaria è uscita intatta dall'esame in commissione Bilancio e i pochi emendamenti sono stati tutti approvati in aula.

Tra le modifiche, l'aumento da 450 a 600 milioni del fondo per la cassa integrazione in deroga e altri 20 milioni per gli ammortizzatori a sostegno dei dipendenti di Malpensa.

L'aula ha poi approvato un emendamento che destina alla riduzione delle tasse di dipendenti e pensionati eventuali extragettiti e risparmi di spesa. Una formulazione di stile, come l'ha definita il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas, che non comporta impegni formali per l'esecutivo.

Passato anche l'emendamento che ammorbidisce il Patto di stabilità interno. Sono previsti più spazi di manovra nelle spese per i comuni che, pur violando il Patto di stabilità interno nel 2008, lo hanno rispettato nel triennio 2005-2007. Inoltre, le spese in conto capitale dei comuni per interventi cofinanziati dall'Unione europea saranno escluse dai saldi.

Novità anche per il Mezzogiorno, al quale sarà destinato almeno l'85% del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas).

Per il resto, la Finanziaria "snella" prevede, sin dal testo approvato in Cdm, proroghe di agevolazioni fiscali per quasi 1 miliardo (dallo sconto per le rette degli asili nido ai bonus per gli abbonamenti degli autobus) e lo stanziamento di circa 6 miliardi per il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici. Su questo fronte un emendamento del relatore impone al governo di consultare i sindacati prima di erogare anticipi degli aumenti contrattuali.