Italia, Ref/Confesercenti rivede in calo crescita e deficit

venerdì 12 settembre 2008 11:20
 

S. MARTINO IN CAMPO (Reuters) - Il rapporto Ref/Confesercenti rivede ulteriormente al ribasso per l'Italia le stime di crescita (per quest'anno prossima a zero) ed in peggioramento quelle di deficit rispetto le previsioni annunciate a fine luglio.

Secondo il rapporto, l'Italia è frenata da una domanda interna in ulteriore restringimento mentre segnali incoraggianti vengono dal ridimensionamento del prezzo del petrolio e dall'inflazione vista in rallentamento il prossimo anno.

Il rapporto è stato presentato questa mattina in occasione dell'apertura del Meeting annuale di Confesercenti a San Martino in Campo.

In particolare il Pil 2008 è visto a +0,1% (dalla previsione di +0,4% del rapporto del 24 luglio scorso), nel 2009 a 0,8% (confermato). I prezzi al consumo sono visti al 3,6% quest'anno (confermato), al 2,6% nel 2009 (in lieve discesa dal precedente 2,8%). Il deficit/Pil nel 2008 è visto al 2,3% (dal 2,1%), nel 2009 al 2% (da 1,7%).

Per quel che riguarda i consumi sono visti a -0,4 nel 2008 e più 0,5% nel 2009. In particolare: i beni durevoli a -3,1% e -0,9%, i beni semidurevoli a -0,4% e +0,5%, i non durevoli a -1,0% e 0,0, i servizi a +0,6% e +1,1%.

Per il Ref "il 2009 risulta in sostanza un anno di blanda ripresa, con alcuni segnali di recupero, ma ancora insufficienti a far sì che si materializzino le condizioni per un vero rafforzamento del ciclo".

In particolare, in Italia "nei mesi a venire l'economia sarà ancora molto debole" con "un moderato recupero nel corso del 2009, guidato dal rientro delle tensioni sui mercati primari, da una domanda internazionale in lieve ripresa, e da un cambio del dollaro in apprezzamento rispetto all'euro".

Per il Ref il settore petrolifero è visto "in un'ipotesi parzialmente incoraggiante, con una discesa abbastanza marcata rispetto ai massimi raggiunti nel corso delle prime settimane di luglio".

Sul fronte del credito "per alcuni anni è probabile che gli istituti creditizi resteranno abbastanza prudenti nell'erogazione di credito al settore privato".

Per quel che riguarda gli Usa "proponiamo un quadro moderatamente ottimista, nel senso che escludiamo che l'economia entri in recessione" e che "la crisi immobiliare in senso stretto sia prossima al termine".

Per Confesercenti, che ha commissionato e presentato il rapporto, "la domanda interna resta l'anello debole", "non ci sono alternative a tagli di spesa incisivi" e "soprattutto diciamo un chiaro no ad un federalismo che aumenti ancora il già insopportabile prelievo fiscale. E' imperativo che le tasse, per famiglie ed imprese, vadano gradualmente ridotte".

 
<p>Una cassa in un supermercato. REUTERS PICTURE</p>