Arte, Italia fa rendere poco patrimonio nazionale - studio PwC

martedì 12 maggio 2009 18:15
 

MILANO, 12 maggio (Reuters) - L'immenso patrimonio artistico, pubblico e privato, dell'Italia è messo male a frutto: lo indicano le misure del ritorno economico degli asset culturali ben sotto quello di molti rivali mondiali, mentre solo alcuni segmenti, tra cui design, moda, beni di lusso, si mostrano degnamente competitivi.

Lo dice un rapporto di PricewaterhouseCoopers (PwC) su "Il valore dell'arte", citando come esempio il forse non molto noto indice Rac - una misura del ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco - che vede gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all'Italia, vantare un ritorno commerciale di 16 volte quello italiano, mentre i numeri di Francia e Regno unito si assestano tra 4 e 7 volte quelli italiani.

Con un patrimonio culturale da primato mondiale - oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco - le stime di PwC per l'Italia indicano che l'economia turistica e il settore culturale e creativo contribuiscono al PIL per il 13% - il calcolo è su un trend 2005-2008 - contro la media del 14% per i principali paesi europei e un 21% della best performer Spagna.

L'Italia si posiziona al sesto posto, con il 2,8% del fatturato globale delle case d'asta, in un dinamico mercato mondiale della compravendita di opere d'arte, seguendo Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Cina e davanti alla Germania. Secondo dati al 2007, il valore di questo mercato è stato quasi 61 miliardi di euro, con un 48% delle vendite in asta e un 52% delle transazioni tramite dealer.

Nonostante una bilancia dei pagamenti positiva, i dati sono secondo lo studio "decisamente insoddisfacente se rapportati alle performance di altri Paesi e all'intensità dei nostri asset". E su questo fronte PwC ipotizza lo sviluppo di un mercato italiano dei beni artistici ed antiquariali che si appoggi sulla creazione di una piattaforma di scambi comune.

Per lo studio, si arriverebbe a mercato regolamentato e presidiato da intermediari finanziari, in grado di legittimare il bene artistico ed antiquariale come "asset class di investimento" eliminando le asimmetrie informative esistenti.

Un investimento mirato in pochi prioritari settori, come turismo, merchandising artistico in alcuni servizi collegati (alberghi, ristorazione, viaggi) - conclude una nota PwC - potrebbe contribuire a "dare avvio a un processo virtuoso che coinvolgerebbe, con ricadute positive, tutta una serie di settori sinergici quali agricoltura, infrastrutture, artigianato, industria ed altri servizi".

Per reperire le risorse, tra le strade indicate quella delle "Public and Private Partnership", guardando tra altri al potenziale del sistema delle Fondazioni Bancarie.