12 agosto 2008 / 11:02 / 9 anni fa

Monetario, fine tuning Bce aggiusta conti per chiusura rob

MILANO, 12 agosto (Reuters) - L‘intervento fine tuning della Bce stamane, che ha drenato tutti i 21 miliardi visti come eccesso di fondi in relazione alla chiusura del periodo di mantenimento Rob oggi, ha riportato il livello di liquidità su un livello fisiologico.

I derivati sui tassi sono poco variati da ieri in mancanza di dati macro in agenda oggi.

“Con l‘intervento fine tuning di stamane il livello di liquidità ora è equilibrato in vista della chiusura del periodo” dice un tesoriere.

Il saldo di ieri è risultato a 214,8 miliardi con circa 44 miliardi di numeri neri.

L‘overnight attorno alle ore 12,20 quota al 4,27/31% sulla piattaforma telematica Mid e 4,29/34% negli scambi ‘over the counter’, in linea con l‘Eonia di ieri fissato a 4,295%.

La Bce ha anche collocato oggi 176 miliardi di euro nella consueta operazione di rifinanziamento settimanale, che vale su domani primo giorno del nuovo periodo. L‘operazione comporta l‘assegnazione di 20 miliardi in più rispetto al benchmark e 16 miliardi oltre il p/t in scadenza sulla stessa giornata di 160 miliardi.

Il tasso medio è sceso a 4,40% dal 4,41% di una settimana fa, mentre il tasso marginale, il più basso al quale la Bce assegna i fondi, è sceso a 4,37 da 4,38%.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

La mancanza di dati macro oggi ha lasciato poco variato il mercato dei derivati e di conseguenza anche la visione di massima secondo cui non ci saranno rialzi dei tassi nei mesi futuri e che, anzi, la prossima mossa sarà di allentamento tra un anno.

Dopo il riferimento di Trichet giovedì al rallentamento economico e la posizione più dura di Liebscher per il quale a causa dell‘inflazione non è possibile mantenere una posizione accomodante sui tassi, oggi Bini Smaghi in un‘intervista al ‘Messaggero’ torna a bilanciare i due temi, vedendo ancora l‘economia debole a lungo, ma anche la lotta all‘inflazione come mezzo per farla ripartire.

“Alla fine i messaggi si equilibrano, e le quotazioni dei derivati sui tassi pure” dice un altro tesoriere.

In tarda mattinata il futures a settembre quota 95,02 (-0,005), quello a dicembre 95,035 (inv), marzo 95,280 (+0,015).

L‘euribor a tre mesi è stato fissato stamane a 4,966% da 4,965% di ieri, non lontando dal 4,970%, massimo dal dicembre 2000, toccato lunedì scorso.

L‘Eonia swap di pari durata è stato fissato stamane a 4,326% da 4,322% ieri.

Il differenziale Euribor/Eonia swap, considerato un indicatore del grado di fiducia nel confronti del mercato del credito, si mantiene poco sopra i 60 punti base, dopo i livelli record di 80/90 raggiunti in primavera e a scavalco d‘anno scorso. Prima dell‘inizio della crisi, circa un anno fa, lo spread si aggirava tra i 5 e 10 punti base. Lo spread sulla scadenza di 3 mesi è oggi a 64,0 da 64,3 punti base.

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