Riforma finanziaria in secondo piano riunione G7 Roma

mercoledì 11 febbraio 2009 17:36
 

PARIGI/BRUXELLES, 11 febbraio (Reuters) - I ministri finanziari dei Sette grandi dovrebbero rinnovare il fine settimana prossimo a Roma l'impegno per una migliore regolamentazione e supervisione del mercato bancario e finanziario, sembra però probabile che si tratti di nuovi commenti a valenza politica destinati a restare lettera morta.

Secondo le anticipazioni raccolte negli ultimi giorni in ambienti G7, prioritario se non unico obiettivo della riunione è al momento quello di porre fine alla recessione, mentre i riformatori continuano a lavorare a modifiche normative volte a rendere in futuro i mercati meno facili vittime della crisi.

A parere di alcuni funzionari i negoziatori sarebbero comunque prossimi a un accordo che estenderebbe la partecipazione al Financial Stability Forum, organismo messo in piedi dal G7 dopo la crisi finanziaria asiatica degli anni '90 chiamato oggi a includere alcune delle principali economie emergenti.

L'ambasciatore presso l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica Choongsoo Kim, per esempio, spiega a Reuters che la Corea del Sud spera di figurare tra gli ammessi al Forum presieduto dal governatore di Banca d'Italia Mario Draghi.

Altre fonti dell'ambiente si dicono meno certe si arrivi tanto presto a fare i nomi di singoli paesi, dal momento che per quanto importante possa essere per i nuovi entranti il tema passa in secondo piano di fronte all'urgenza del dibattito su se e quanto sia opportuno trasformare il Forum, attualmente gruppo ristretto di autorità e supervisori con un piccolo segretariato, in un'istituzione più globale a facoltà normativa.

Su questo, dicono i funzionari, si sta ancora lavorando, anche se l'argomento sarà presumibilmente sollevato dall'ospite Draghi, venerdì e sabato prossimo a Roma nella duplice veste di banchiere centrale italiano e numero uno Fsf.

Resta comunque aperto il dibattito su cosa fare in concreto per la supervisione sugli istituti di credito cross-border nel controllo delle operazioni in derivati, il miglioramento della vigilanza sui paradisi fiscali o il ruolo delle agenzie di rating.

A parere di alcuni funzionari sarà difficile giungere a conclusioni concrete persino in occasione della riunione dei leader G20 a Londra il 2 aprile prossimo, quando il premier britannico Gordon Brown intende fare il punto sugli impegni di riforma sottoscritti a novembre scorso nel primo vertice dedicato alla crisi finanziaria.

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