Scudo fiscale, verso decreto a luglio, aliquota 5-7% - banchieri

giovedì 11 giugno 2009 16:59
 

MILANO, 11 giugno (Reuters) - Archiviate le elezioni, i tempi sembrano maturi perché il governo annunci uno scudo fiscale che, secondo alcuni esponenti del mondo bancario, dovrebbe consentire la regolarizzazione di capitali illegalmente portati all'estero, con un'aliquota che potrebbe oscillare fra il 5% e il 7%.

"Il decreto sullo scudo fiscale dovrebbe essere pronto. Si è dovuto aspettare che si tenessero le elezioni, ma prevedo che per fine giugno-inizio luglio venga approvato", ha detto a Reuters Guido Feller, partner Banca Esperia e Ad di Duemme fiduciaria.

Secondo Feller si tratterà di un rientro di capitali "per circa 50 miliardi" e non solo di regolarizzazione di capitali portati all'estero, "come sembra orientato il ministero".

Questo però è proprio uno degli scogli dell'operazione, sottolineato sempre anche dal ministro Giulio Tremonti: la Ue infatti autorizza solo operazioni di regolarizzazione che non impongano il rientro o vincolino per tutti la destinazione d'uso e su questo dettaglio i tecnici sono ancora al lavoro.

"Per l'aliquota si è parlato del 7-9%; adesso si parla del 5-7% a seconda della destinazione che verrà data ai fondi, nel senso che si pagherà di più se si vorrà investire liberamente i fondi scudati".

Sulla possibilità che l'aliquota più bassa sia garantita a chi reinveste i capitali riemersi in titoli di stato italiani, Feller è possibilista, "ma non è detto, c'è il problema di distorsione della concorrenza a livello europeo", sottolinea.

"Mi auguro che venga applicata anche a chi investirà i fondi nella propria azienda", aggiunge.

Una fonte bancaria conferma l'indicazione della tempistica - parlando di un annuncio a luglio con partenza a settembre - e l'aliquota del 5-7%, ma si aspetta che ad essere regolarizzate siano somme più ingenti rispetto ai due precedenti scudi fiscali, che insieme fecero riemergere circa 80 miliardi.

Cruciale per il successo dello scudo è, per entrambi, la dichiarazione riservata. Il che implica restituire alle fiduciarie la qualifica di intermediario finanziario di cui sono state recentemente private.   Continua...