Crisi credito costa a imprese 13,8 mld l'anno - Confartigianato

giovedì 11 giugno 2009 12:10
 

ROMA, 11 giugno (Reuters) - La crisi del credito pesa sulle imprese per 13,7 miliardi all'anno. A questo si aggiungono oneri burocratici per un punto di Pil e un carico fiscale eccessivo.

E' il quadro delineato dalla Confartigianato che, in occasione dell'assemblea annuale, chiede al governo di intervenire sul fisco appena superata la crisi economica, premiando in particolare chi investe e non riduce il personale.

"Le imprese italiane pagano un conto molto salato per la crisi del credito: è di 13,8 miliardi l'anno l'onere finanziario derivante dal mancato adeguamento ai tassi di riferimento Bce dei tassi di mercato applicati dalle banche", si legge nella relazione del presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini.

"Se i nostri imprenditori non avessero avuto il sostegno del formidabile strumento dei consorzi fidi, che nel 2008 hanno erogato 6,3 miliardi di finanziamenti garantiti ad oltre 700.000 artigiani e piccole imprese, probabilmente molti di loro sarebbero stati costretti a chiudere", aggiunge.

Confartigianato nota come "tra marzo 2008 e marzo 2009, le imprese artigiane abbiano aumentato le loro esportazioni di quasi un punto percentuale" nonostante il peso della burocrazia pari a un punto di Pil che il governo deve tagliare.

E' necessario "tagliare quegli oneri burocratici che pesano per 15 miliardi di euro all'anno, pari ad 1 punto di Pil, due terzi dei quali gravano sulle micro-imprese fino a nove addetti", sollecita Guerrini. "Se il costo pro capite per la gestione dei servizi generali delle Amministrazioni pubbliche si allineasse alla media europea otterremmo un risparmio di 10,4 miliardi di euro".

Infine la richiesta principale al governo: "Una volta superata la crisi economica, la riduzione del carico fiscale sulle imprese deve ritornare una priorità dell'agenda politica del Governo", in particolare per coloro che hanno continuato ad "investire nella propria azienda e anche per coloro che hanno mantenuto il livello occupazionale, senza utilizzare gli strumenti di sospensione dal lavoro o di cassa integrazione in deroga".