Gabbie salariali, spazio a contrattazione decentrata - Capezzone

martedì 11 agosto 2009 14:00
 

ROMA 11 agosto (Reuters) - Le differenze tra stipendi settentrionali e meridionali sono destinate ad ampliarsi grazie alla nuova contrattazione salariale che dà più spazio al secondo livello, ossia a quello locale.

La leva fiscale potrebbe aiutare questo processo, ma questo sarà possibile solo quando ci saranno i fondi, dopo la ripresa.

Lo spiega a Reuters il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, parlando della differenziazione dei salari, rilanciata dalla Lega e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dati Bankitalia hanno mostrato differenze del 16-17% del costo della vita tra Nord e Sud ma anche differenze fino al 22% che già esistono tra salari settentrionali e meridionali.

Lo spirito della maggioranza, dice il portavoce del Pdl, è quello dell'accordo di gennaio alla presenza del governo da Confindustria e sindacati, con l'eccezione della Cgil, dando in particolare "ampio spazio alla flessibilità e alla contrattazione decentrata legata alla produttività".

"La base del contratto nazionale, più una base decentrata che va affidata ai territori e l'intesa con la parte datoriale porteranno naturaliter il risultato ad aderire alle caratteristiche di quel territorio. L'ideale è far crescere la contrattazione aziendale", ha spiegato Capezzone.

"L'ideale è di arrivare a molte intese di livello aziendale, ed è evidente che ciò avverrà su base territoriale per il tessuto delle piccole imprese. L'idea è di di agganciare [le retribuzioni] al costo della vita per via decentrata e flessibile", aggiunge, sottolineando che per le differenze di produttività di aziende nello stesso territorio subentrerà il "correttivo aziendale".

"Le gabbie salariali non esistono e non esisteranno. L'idea di arrivare per legge in modo centralista a definire differenziazioni salariali non è all'ordine del giorno".

Il protocollo del 22 gennaio, che ha carattere sperimentale e si applica al pubblico e al privato, prevede in particolare che i contratti collettivi di lavoro abbiano vigenza triennale (da biennale) sia per il secondo livello che sarà aziendale o in alternativa territoriale con l'istituzione di un premio variabile sulla base della produttività.

Per gli incentivi fiscali alla retribuzione di secondo livello bisognerà comunque aspettare la ripresa: "Lavorare sulla leva fiscale è un intervento superpositivo, ma molte misure sono legate alla ripresa economica. Credo che con la fine del 2009 il 2010 sarà l'anno in cui impostare cose positive sulla linea dell'accordo di gennaio", dice Capezzone.

Il dibattito su retribuzioni e territorio resta per ora ancorato al settore privato e non si estende a quello pubblico. Dopo un primo intervento del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta sui cosiddetti "fannulloni", "ora scatta una seconda parte, che Brunetta ha ripetututamente spiegato. È quella degli incrementi salariali per i meritevoli. Poi il resto lo vedremo", aggiunge Capezzone.