11 settembre 2009 / 14:17 / 8 anni fa

SCHEDA - I numeri dei primi due scudi fiscali

11 settembre (Reuters) - Il 15 settembre 2009, fra quattro giorni, parte la terza edizione dello scudo fiscale, grazie al quale fino al 15 aprile 2010 potranno essere rimpatriati e/o regolarizzati capitali illegalmente detenuti all'estero.

Con i provvedimenti varati nel 2001 e nel 2002 dall'allora Ministro del Tesoro Giulio Tremonti erano emersi 73,1 miliardi di euro, che hanno comportato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro.

In questa edizione il governo ha previsto un'aliquota del 5% e non ha voluto fare previsioni sul gettito, causa "l'assoluta imprevidibilità dei soggetti interessati e l'indeterminabilità della distribuzione temporale del gettito fra 2009 e 2010".

Ecco un riepilogo sui numeri dei primi due scudi fiscali su dati forniti dall'Ufficio italiano Cambi-Bankitalia e sul gettito generato in tutti i paesi, compresa l'Italia, che hanno adottato misure similari (dati Ocse).

GLI SCUDI DEL 2001 E DEL 2002, EMERGONO 73,1 MILIARDI

Lo scudo 2001 prevede che venga applicata un'aliquota del 2,5% sull'importo dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del rimpatrio e della regolarizzazione.

Con il primo scudo emergono 54,6 miliardi di euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per le regolarizzazioni.

Lo scudo 2002 prevede invece un'aliquota più alta pari al 4% applicata sempre sull'importo dichiarato. Tra il gennaio e l'ottobre 2003 emergono 18,5 miliardi (10 miliardi sono i rientri e 8,5 miliardi le regolarizzazioni).

Le operazioni, o segnalazioni, sono state poco più di 80.000 mila, per un valore medio di 536.000 euro l'una.

LA VIA DEI RIMPATRI, DALLA SVIZZERA ALLA LOMBARDIA

Dei 43,2 miliardi di euro complessivamente rimpatriati con i due scudi, oltre la metà proviene dalla Svizzera, per un totale di 25,14 miliardi di euro (58,1%).

Tra gli altri paesi, dalla Germania vengono rimpatriati 6,3 miliardi (14,7%), dal Lussemburgo 3,03 miliardi (7%), dagli Usa 1,65 miliardi (3,8%), dalla Francia 1,62 (3,7%) e dal Principato di Monaco 1,27 miliardi (2,9%).

Nella quasi totalità dei casi (96,3%) si tratta di operazioni di chiusura di conti correnti e depositi.

Oltre tre quarti dei capitali in rientro passano per intermediari delle regioni del Nord Italia. In pole troviamo la Lombardia con il 64,9% (28,04 miliardi), e a seguire il Piemonte (7,9%, 3,39 miliardi) e il Veneto (6,2%, 2,67 miliardi). Seguono nella classifica tre regioni del centro Italia: Lazio (4,9%, 2,11 miliardi), Emilia Romagna (4,3%, 1,87 miliardi) e Toscana (3,6%, 1,54 miliardi).

La valuta prevalente è l'euro (92,4% del valore delle attività), seguono il dollaro (5,7%) e il franco svizzero (1,5%).

LE REGOLARIZZAZIONI, VINCE LA CASSAFORTE ELVETICA

All'ottobre 2003 risultano messi in regola un totale di 29,87 miliardi di euro. Le casse elvetiche detengono il 59,8% delle attività dichiarate, pari a 17,87 miliardi di euro.

Un altro 19,4% si trova in Lussemburgo (5,79 miliardi), il 4,4% nel principato di Monaco (1,312 miliardi) e l'1,9% a San Marino (581 milioni).

Nel caso delle regolarizzazioni gli strumenti sono più diversificati rispetto ai rimpatri. Dei capitali dichiarati all'estero azioni, fondi comuni e quote di partecipazioni rappresentano il 45,1% del totale (pari a 13,47 miliardi), strumenti di debito il 31,3% (9,34 miliardi), conti e depositi il 14,7% (4,38 miliardi), crediti finanziari il 6,5% (1,93 miliardi) e beni immobili il 2,5% (752 milioni).

Tra le valute più rappresentate spicca anche in questo caso l'euro (71,2% del valore delle attività), il dollaro (10,6%) e il franco svizzero (4,9%).

IL GETTITO FISCALE, L'ERARIO ITALIANO GUADAGNA 2,1 MLD

Grazie ai primi due scudi fiscali i capitali regolarizzati e quelli rientrati in Italia hanno generato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro, secondo dati Ocse il più alto tra tutti i paesi che hanno varato delle amnistie fiscali.

Al secondo posto troviamo la Germania, le cui misure hanno generato un gettito di 901 milioni di euro (amnistia 2004) e al terzo l'Irlanda con 856 milioni di euro (2004).

Seguono il Belgio con 496 milioni (2004, stima), la Gran Bretagna con circa 400 milioni di sterline pari a 468 milioni di euro (2007), l'Australia con circa 300 milioni di dollari australiani pari a 213 milioni di euro (2007), il Canada con 318 milioni di dollari canadesi pari a 208 milioni (2004-2005), gli Stati Uniti con 270 milioni di dollari pari a 192 milioni di euro (2003), e infine il Portogallo con 41 milioni di euro.

LE REGOLARIZZAZIONI, COSA CAMBIA COL NUOVO SCUDO

Formalmente, la sanatoria è consentita a condizione che le attività siano "rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, ovvero regolarizzate o rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea ed in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa".

Per Gran Bretagna e Lussemburgo, che appartengono all'Unione europea, vale quindi l'opzione regolarizzazione/rimpatrio.

Chi invece ha esportato capitali in Svizzera, Paese che non aderisce allo spazio economico europeo, dovrà necessariamente rimpatriare le attività.

L'obbligo di riportare i capitali in Italia vale anche per le attività detenute in quei Paesi che rientrano nello spazio economico europeo ma non garantiscono l'effettivo scambio di informazioni fiscali, come il Liechtenstein o l'Andorra. Tuttavia, se questi Paesi aprissero alla cooperazione internazionale con lo scambio di informazioni fiscali varrebbe anche per loro la possibilità della sola regolarizzazione.

I beni immobili fuori Europa sfuggirebbero invece allo scudo per l'impossibilità di rispettare l'obbligo di rimpatrio.

Per visualizzare la scheda sul decreto fiscale di luglio cliccare su [ID:nMIE57002l]. Per visualizzare la scheda sullo scudo terza edizione cliccare su [ID:nLS595621]

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