Monetario, derivati correggono dopo Liebscher,attesa fine tuning

lunedì 11 agosto 2008 11:55
 

MILANO, 11 agosto (Reuters) - Le aspettative del mercato monetario rispetto alle prossime mosse della Bce hanno corretto leggermente il tiro stamane dopo i commenti 'da falco' di Liebscher, ma resta la visione di massima secondo cui non ci saranno rialzi dei tassi nei mesi futuri e che, anzi, la prossima mossa sarà di allentamento tra un anno.

Sul mercato cash i tesorieri si aspettano domani, ultimo giorno del periodo di mantenimento della riserva obbligatoria, un drenaggio fine tuning da parte della Bce sui 20-22 miliardi.

Klaus Liebscher, membro del consiglio di governo della Bce prossimo al ritiro, ha detto all'agenzia Mnsi che non è possibile mantenere una posizione accomodante sui tassi di interesse della zona euro, considerando che i rischi di inflazione sono in rialzo e che non è appropriato parlare di stagnazione economica.

L'intervista è stata realizzata venerdì scorso, il giorno dopo il meeting con cui la Bce ha mantenuto i tassi al 4,25% dopo la stretta monetaria di luglio.

"Da giovedì, dopo le parole di Trichet, il mercato ha cancellato dalle quotazioni tutte le aspettative di rialzi dei tassi della Bce portandosi invece a scommettere su prossimi tagli" dice un tesoriere. "Le parole di Liebscher stamane, in un mercato rarefatto, hanno aggiustato un po' il tiro, ma il quadro generale non è cambiato".

In tarda mattinata il futures a settembre quota 95,02 (-0,010), quello a dicembre 95,040 (-0,03), marzo 95,275 (-0,040).

L'euribor a tre mesi è stato fissato stamane a 4,965%, stornando leggermente dal 4,966% di venerdì e allontanandosi ulteriormente dal 4,970%, massimo dal dicembre 2000, toccato lunedì scorso.

L'Eonia swap di pari durata è stato fissato stamane a 4,322%.

Il defferenziale Euribor/Eonia swap, considerato un indicatore del grado di fiducia nel confronti del mercato del credito, si mantiene poco sopra i 60 punti base, dopo i livelli record di 80/90 raggiunti in primavera e a scavalco d'anno scorso. Prima dell'inizio della crisi, circa un anno fa, lo spread si aggirava tra i 5 e 10 punti base. Lo spread sulla scadenza di 3 mesi è oggi a 64,3 punti base.   Continua...