11 novembre 2008 / 19:02 / tra 9 anni

PUNTO 1 -Enel, Conti fa fronte a debito senza tagliare dividendo

ROMA, 11 novembre (Reuters) - Enel (ENEI.MI) farà fronte nel 2010 ad un rimborso monstre da 11 miliardi di euro, conseguenza della scalata ad Endesa (ELE.MC), ma senza toccare il dividendo.

E’ questo il messaggio dato dall‘Ad, Fulvio Conti, durante una conference call con gli analisti dopo che oggi il cda ha approvato i conti dei primi 9 mesi chiuso con un Ebitda di oltre 11,3 miliardi (saranno 14 sull‘intero anno) e un utile netto di 4,982 miliardi.

Enel non modificherà la sua politica dei dividendi fino al 2012 ha detto rispondendo ad una domanda Conti confermando che il gruppo elettrico pagherà 0,49 euro per azione. E questo malgrado nel 2010 la società sarà chiamata a rimborsare 10,788 miliardi dei 13,840 che vanno in scadenza.

IL 2010 ANNO DI SVOLTA

Il gruppo elettrico vi farà fronte per 4 miliardi con la liquidità disponibile, per altri 2 miliardi con il cash-flow destinato alla riduzione del debito e per 5 miliardi con le dismissioni di asset. A cominciare dalla rete gas che i vertici di Enel contano di vendere agli inizi del 2009. Poi con la rete elettrica che Conti ha detto essere ancora d‘interesse di Terna (TRN.MI). Infine con la cessione di una quota della società in cui sono state fatte confluire le attività connesse con l‘energia da fonti rinnovabili.

A questo proposito, l‘Ad ha spiegato che ci sono due strade ancora aperte: quotazione in borsa e collocamento presso fondi. A Reuters, però risulta, secondo quanto a riferito una fonte finanziaria, che “con la borsa in queste condizioni è quasi certo il collocamento privato”.

Una certa flessibilità verrà ad Enel nella gestione del debito anche dalla possibilità di rivedere taluni investimenti, risparmiando soldi da poter destinare alla riduzione dell‘immenso scoperto da oltre 51 miliardi di euro. Che il direttore finanzario Luigi Ferraris ha confermato di voler riportare sotto i 50 miliardi entro la fine dell‘anno.

CONTI E LA CAMPAGNA DI SPAGNA

Fra contrazione della congiuntura, che limiterà le necessità di crescita per soddisfare nuova domanda di energia, e veti politici che si abbattono su taluni impianti, Enel potrebbe decidere di destinare ulteriori risorse al riequilibrio finanziario piuttosto che allo sviluppo.

La vera incognita del piano industriale di Conti resta però la put in mano alla famiglia spagnola Entracanales di poter cedere a partire dal 2010 ad Enel la propria partecipazione in Endesa.

Per il gruppo elettrico sarebbe un ulteriore esborso di denaro a cui si dovrebbe fare fronte con un eventuale collocamento delle azioni o con nuovo debito.

La crisi finanziaria sembra però aver riportato un po’ di sereno nei rapporti fra italiani e spagnoli, come ha scritto un quotidiano spagnolo nei giorni scorsi.

A Reuters la fonte spiega che “si è deciso di rinviare al 2009 la definizione del valore degli asset che Endesa e Acciona ANA.MI devono cedere alla joint venture” rinviando ogni discussione. Inoltre, si starebbe spianando la strada per l‘approvazione del piano industriale del gruppo elettrico.

L‘Enel, comunque ha sempre detto che il suo obbiettivo e di rimanere con un rating di classe A, insomma di non subire una drastico ridimensionamento. Questo, secondo quanto riferiscono gli analisti, comporta il mantenimento di una rapporto fra debito ed ebitda non superiore a 3,5 volte. E questa sarà la scommessa che i vertici di Enel dovranno affrontare nei prossimi mesi ed anni.

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