Lega chiede salari Nord più alti anche per pubblico

martedì 11 agosto 2009 14:51
 

ROMA, 11 agosto (Reuters) - Secondo la Lega Nord anche i dipendenti pubblici dovrebbero avere salari differenziati in base al costo della vita per attuare il federalismo fiscale.

Mentre sindacati e Confindustria concordano nel bocciare la reintroduzione delle gabbie salariali degli anni 60, il ministro leghista dell'Agricoltura Luca Zaia scrive oggi nel suo sito [www.lucazaia.it] che "commisurare i redditi al costo della vita, anche nel pubblico, costringerà il Mezzogiorno ad imparare a camminare con le proprie gambe".

Per l'esponente del Carroccio "le gabbie salariali non possono più essere un tabù, se si vuole il federalismo lo si deve volere fino in fondo".

In base a studi della Banca d'Italia il costo della vita nelle regioni del Centro-Nord è del 16-17% più alto che in quelle del Sud e gli stipendi di un operaio pure sono in media del 15% più alti.

La Lega, però, fa capire che il vero problema è quello del pubblico impiego, retribuito allo stesso modo a prescindere dall'efficienza e dal costo della vita.

"Lo Stato che distribuisce in Calabria come in Campania (e con quali e quanti disastrosi risultati) non ha più ragione d'essere", scrive Zaia.

In giugno il leader della Lega Umberto Bossi, forte di un significativo progresso alle elezioni europee e del suo ruolo determinante per la sopravvivenza della maggioranza, ha detto in un'intervista a Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi, che il prossimo obiettivo del Carroccio sarebbero state le gabbie salariali.

I politici meridionali dicono che con questa mossa Bossi vuole dimostrare che il costo della vita al Sud è più basso strutturalmente e che di questo dovrà tenere conto il meccanismo perequativo che con il federalismo fiscale distribuirà le risorse tra Nord e Sud.

Domenica Silvio Berlusconi è sembrato appoggiare le richieste dell'alleato affermando che "legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia".

In base a un sondaggio Ipr Marketing per Repubblica il 75% dei residenti del Nord è favorevole a una differenziazione dei salari su base territoriale contro il 31% del Centro e il 23% di Sud e Isole.