Turbolenza mercato continua ma banche centrali efficaci - Noyer

giovedì 11 settembre 2008 16:39
 

NIZZA, 11 settembre (Reuters) - Il banchiere centrale francese Christian Noyer ammette il persistere della fase di turbolenza sui mercati finanziari e di un clima di generalizzata incertezza ma vuole che sia riconosciuto il ruolo positivo finora svolto dagli istituti centrali, che hanno fatto da scudo agli effetti più gravi della crisi tuttora in atto.

Questa la sintesi dell'intervento del governatore di Banca di Francia al convegno Eurofi, che apre la strada ai lavori dell'Ecofin informanle di domani e dopo a Nizza.

"Spero ci sia l'impressione generale che le banche centrali sono state in grado di contenere gli effetti della turbolenza dei mercai. E' altrettanto chiaro che l'incertezza prosegue" spiega.

Osservando che il clima sui mercati non è tornato alla normalità, Noyer si mostra comunque moderatamente ottimista sullo stato di salute e le prospettive per gli istituti di credito, almeno nel suo Paese.

"Le nostre banche rimangono solide, ben equipaggiate a far fronte agli shock" dice.

"Assorbire le conseguenze della crisi dei subrime è stata una vera sfida e non si possono escludere nuovi shock" aggiunge.

Sul tavolo della riunione informale dei ministri finanziari e banchieri centrali dei quindici paesi Uem domani e dell'Unione a 27 sabato saranno il tema delle delicate condizioni della congiuntura europea e quello appunto dei sistemi finanziari.

Su uno sfondo macro dalle tinte sempre più fosche, come dicono le stesse 'interim forecast' diffuse ieri dalla Commissione, la diagnosi di ministri e banchieri circa l'ipotesi di una strategia coordinata per far fronte alla fase di difficoltà - si apprende da fonti comunitarie - dovrebbe porre l'accento sull'importanza di non sprecare con interventi espansivi gli importanti risutati ottenuti su fronte del riordino dei conti pubblici.

Qualche giorno fa dal seminario Ambrosetti di Cernobbio il minstro dell'Economia Giulio Tremonti ha annunciato che intende presentare ai partner Ue uno studio volto a trasformare la Banca europea per gli investimenti (Bei) nella versione comunitaria della Cassa depositi e prestiti per il rilancio degli investimenti pubblici, una sorta di fondo sovrano europeo che funzioni però anche a livello locale.