Assenza dettagli in piano Usa solleva dubbi tra capitali privati

mercoledì 11 febbraio 2009 10:40
 

NEW YORK, 11 febbraio (Reuters) - L'assenza di dettagli nel piano annunciato ieri dal Tesoro Usa per ripulire i bilanci delle banche degli attivi problematici ha suscitato molte perplessità tra i grossi gestori di liquidità e le società di private equity, inclusi gli hedge fund e i fondi di leveraged buyout.

Il segretario al Tesoro Timothy Geithner ha preannunciato un nuovo programma che dovrebbe combinare capitali pubblici e privati in un fondo destinato ad acquistare fino a 1.000 miliardi di dollari di attivi problematici.

Il fondo pubblico-privato è una delle leve del piano del governo che nel complesso ammonterà a 2.000 miliardi di dollari.

Agli investitori non sono stati forniti ulteriori dettagli diffondendo così dubbi sulla capacità della nuova amministrazione di risolvere i problemi che attanagliano il sistema finanziario.

"L'annuncio (di ieri) è stato in sostanza 'abbiamo in programma di avere un programma", commenta James Ellman, presidente di Seacliff Capital, un fondo hedge di San Francisco.

"Non sappiamo come la partnership pubblico-privata funzionerà. Ma sembra che per la 'bad bank' le perdite saranno principalmente a carico dei contribuenti e i guadagni soprattutto dei ricchi e potenti".

Money manager e società di private equity continuano a essere preoccupati che la nuova iniziativa possa tradursi semplicemente in una riedizione del piano Tarp (Troubled Assets Relief Program) autorizzato dal Congresso lo scorso anno per 350 miliardi di dollari.

Non è chiaro in particolare come il governo spingerà gli investitori a partecipare alla banca privata e come verranno valutati gli attivi. C'è anche la questione di eventuali garanzie contro possibili perdite per gli investitori.

Il Tesoro potrebbe anche dover fornire maggiori dettagli sulle regole contabili, inclusi i metodi di valutazione delle attività illiquide.

"E' necessario assicurarsi che le valutazioni contabili siano corrette", commenta Chip MacDonald, merger partner dello studio legale Jones Day. "Il piano delinea un approccio plausibile e le idee sono corrette. Ora però devon capire come portarle a termine".