December 11, 2008 / 5:30 PM / 9 years ago

Enti locali, Fitch preoccupata per crediti inesigibili

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MILANO, 11 dicembre (Reuters) - Una quota dei crediti che i comuni italiani hanno in bilancio non verrà mai riscossa ed è perciò possibile che si determinino buchi in bilancio a fronte di spese che i comuni contano di finanziare con quelle entrate.

A sollevare questa preoccupazione è l'agenzia Fitch Ratings in un incontro con la comunità finanziaria milanese.

Sulla base dei propri calcoli, l'agenzia stima che i crediti inesigibili ammontino a circa 5 miliardi, di cui uno in bilancio al Comune di Roma. Il problema di Roma è già emerso e si è risolto con l'intervento dello Stato: la capitale riceverà trasferimenti in due tranche da 500 milioni l'una.

Per gli altri 4 miliardi in prima fila Napoli con circa 500 miliioni di crediti inesigibili.

"A fine 2006, lo stock di crediti dei comuni relativi a tasse e prestazioni di servizi pubblici ammontava a circa 25 miliardi di euro. Di questo stock, sostanzialmente stabile, circa un 20% secondo i nostri calcoli è di difficile incasso, anzi, più probabilmente non verrà mai incassato", spiega l'analista di Fitch Raffaele Carnevale.

"Le nostre stime puntano quindi a circa 5 miliardi di crediti inesigibili, di cui un miliardo di pertinenza del Comune di Roma. Restano 4 miliardi che per noi rappresentano un problema potenzialmente più grave di quello degli swap sul debito di cui si è molto parlato", aggiunge.

Secondo Fitch Napoli ha circa mezzo miliardo di crediti inesigibili in bilancio, Torino circa 100 milioni.

"Foggia solo 15 milioni. Tuttavia, nel caso di Foggia questo è esattamente l'ammontare del buco di cassa che prevediamo a fine anno", illustra ancora.

A fine novembre Fitch ha tagliato il rating di Foggia a 'BBB+' da 'A-' e lo tiene in outlook negativo. Il Comune di Napoli ha rating 'A' con outlook negativo, così come sono negative le prospettive sul rating 'AA-' del Comune di Roma.

In questo fase di recessione economica i comuni si trovano a fronteggiare un assottigliamento delle entrate e gli spazi di manovra sulle stesse restano ancora comunque limitati. I bilanci degli enti locali sono sotto pressione su più fronti. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa decisa dal governo in carica ha sottratto alle casse comunali un'importante risorsa.

Da dicembre, inoltre, spiega Carnevale, "una norma di legge fa sì che la Cassa Depositi e Prestiti possa decidere di non concedere un finanziamento a un ente locale se la verifica di solvibilità dà esito negativo". La norma in sostanza subordina la concessione del finanziamento di Cdp alla verifica di solvibilità.

Carnevale ricorda poi che la legge fissa un tetto al costo massimo di un finanziamento bancario per gli enti locali -- con il risultato di rendere inutilizzabile il canale bancario in un momento in cui la crisi finanziaria e di liquidità spinge verso l'alto i costi del credito.

"I comuni, a fronte di queste entrate che non si verificheranno mai, hanno delle uscite. I nodi sono destinati prima o poi a venire al pettine. Specie in un momento di recessione come quello attuale in cui le entrate correnti si riducono," conclude l'analista.

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