Pensioni, Italia ha tempo fino aprile per rispondere a Ue-Ronchi

martedì 10 marzo 2009 16:00
 

ROMA, 10 marzo (Reuters) - L'Italia non ha tempi stretti per adempiere alla sentenza europea che obbliga ad equiparare l'età di pensionamento fra uomini e donne nel pubblico impiego. Bruxelles ha infatti concesso al governo sino alla fine di aprile prima di far partire una eventuale procedura di infrazione.

Lo scrive in una nota il ministro per le Poliche comunitarie, Andrea Ronchi, ribadendo la volontà del governo di rispettare la sentenza ma allo stesso tempo di confrontarsi con le parti sociali e di proporre alla Ue una soluzione graduale e volontaria per l'innalzamento dell'età delle donne.

"L'eventuale procedura di infrazione scatterà a fine aprile e, a quel punto, ci saranno comunque altri due mesi per rispondere. Questo vuol dire che c'è il tempo per elaborare una risposta non affrettata e condivisa, facendo sistema e aprendo un confronto con le parti sociali", dice il ministro.

Ronchi precisa che, pur volendo rispettare la sentenza, in questo momento l'Italia ha un imperativo: "Tenere presenti gli interessi della fasce più deboli della popolazione e indirizzare gli eventuali risparmi provenienti dalla riforma a favore della famiglia e del sistema sociale che assiste la donna lavoratrice".

"I punti nodali che restano da definire e sui quali probabilmente troveremo più resistenza da parte della Commissione sono il momento in cui dovrà essere avviato il percorso di adempimento e l'eventuale mantenimento di un meccanismo di volontarietà. Ma a Bruxelles abbiamo già prospettato la necessità di arrivare a un adempimento della sentenza con la necessaria gradualità", conclude il ministro.

Il governo sarebbe orientato a proporre l'innalzamento graduale dell'età di pensionamento delle donne impiegate nella PA a partire dal 2010 per arrivare ad una equiparazione con gli uomini a 65 anni (dagli attuali 60) nel 2018. Le modifiche non riguarderebbero il settore privato.