PUNTO 1-Cdp, proroga 3 anni conversione privilegiate Fondazioni

mercoledì 10 giugno 2009 18:32
 

(aggiunge commenti Guzzetti, Bassanini)

SIENA, 10 giugno (Reuters) - Le Fondazioni azioniste complessivamente per il 30% di Cassa depositi e prestiti hanno raggiunto un accordo con la Cdp per prorogare di tre anni la conversione in ordinarie delle azioni privilegiate attraverso cui partecipano al capitale e che per statuto doveva avvenire entro il 2009.

Lo ha detto in una conferenza stampa il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti presenti i vertici della Cassa, il presidente Franco Bassanini e l'AD Massimo Varazzani.

Guzzetti ha spiegato che la proroga, per gli anni 2010-11-12, si è resa necessaria a causa della difficoltà di dare una corretta valutazione alla Cdp nell'attuale contesto di mercato. In aggiunta il presidente dell'Acri ha manifestato la disponibilità delle 66 Fondazioni azioniste a rinunciare al dividendo garantito previsto per gli azionisti privilegiati.

"Rinunciamo alla garanzia di avere il 3% sopra l'inflazione, resterà il solo privilegio di essere remunerati prima del restante 70% del capitale", previsto come azionisti di privilegiate, ha spiegato Guzzetti.

Bassanini ha poi chiarito "le ragioni tecniche" di questa proroga che, ha detto Varazzani "richiederà una modifica dello statuto".

"Era oggi molto difficile determimare in modo affidabile e oggettivo il valore della Cdp in un modo che reggesse nel tempo, sia per la volatilità dei mercati, sia perché la Cassa ha un cospicuo portafoglio di partecipazioni importanti e con questa volatilità una stima sarebbe stata difficile", ha detto Bassanini.

"La seconda ragione è che il consiglio approverà prima dell'estate il piano industriale che determinerà conseguenze sull'attività della cassa e un consolidamento nel tempo di questo consentirà una più adeguata valutazione", ha aggiunto il presidente della Cdp.

In terzo luogo, ha ricordato Bassanini, la Cassa dovrà, per effetto della decisione Antitrust, dismettere entro luglio dell'anno prossimo la partecipazione in Eni (ENI.MI: Quotazione) per il conflitto con Terna (TRN.MI: Quotazione) "e anche questo è un elemento che ci spinge a dire che non era questo il momento per fare questa valutazione".