SCHEDA - Banca Sud, primo tentativo coinvolse teste coronate

lunedì 10 agosto 2009 15:53
 

10 agosto (Reuters) - A fine luglio, durante la ribellione degli alleati del Sud contro una politica economica del governo poco attenta alle istanze del Meridione, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha rilanciato il progetto di una Banca del Mezzogiorno.

Il ministro ha parlato di una banca finanziata da capitali privati e di una discussione aperta con le banche di credito cooperativo. Tremonti aveva avviato l'iter per la creazione di una Banca del Mezzogiorno pochi mesi prima delle elezioni politiche del 2006 poi perse per un soffio dal centrodestra. Riportiamo di seguito gli aspetti salienti di quel tentativo.

FINANZIARIA 2006

Nella Finanziaria 2006 il governo stanzia 5 milioni di euro per la costituzione di una Banca del Sud che dovrà basarsi su un sistema di azionariato privato diffuso.

Il 2 marzo del 2006, con una cerimonia ufficiale nella sala della Maggioranza del ministero di via XX Settembre viene firmato il decreto che istituisce il Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno che avrebbe dovuto chiudere i lavori il successivo ottobre.

"Il Mezzogiorno è, credo, la più grande regione d'Europa che non ha banche proprie [...] questa è una delle ragioni dello sviluppo asimmetrico del Sud", spiega Tremonti in quella occasione. La Banca del Mezzogiorno avrà un destino diverso da quello fallimentare del Banco di Napoli e della Sicilcassa perchè "non sarà una di quelle esperienze in cui pochi mangiano e molti fanno la fame. La Banca deve essere fatta da persone per bene".

Tremonti suggerisce un taglio di azioni da 1 euro, acquistabili in tabaccheria, per agevolare l'azionariato popolare.

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