MONETARIO - Cosa succede oggi, martedì 11 agosto

martedì 11 agosto 2009 07:50
 

* In un'intervista a 'La Stampa' il ministro della Funzione Pubblica Brunetta boccia l'ipotesi delle gabbie salariali, suggerendo invece un 'federalismo contrattuale' alimentato da incentivi fiscali che arriverebbero soltanto 'una volta finita la crisi'. Maggiore spazio a una contrattazione decentrata e una flessibilizzazione salariale contribuirebbero a far emergere al Sud l'occupazione nascosta, sostiene il ministro, per due milioni di posti di lavoro equivalenti.

* Atteso dalla Germania il dato finale sui prezzi al consumo di luglio. Le attese sono per una variazione mensile negativa dello 0,1% e una annua negativa per lo 0,6%, da +0,4% e +0,1% di giugno. La settimana scorsa, dopo aver deciso di mantenere i tassi di riferimento al minimo storico dell'1%, Trichet ha dichiarato che, guardando ancora avanti, l'inflazione dovrebbe restare in territorio positivo.

* L'Italia offre stamane 6,5 mld del Bot 12 mesi. I trader per il collocamento non vedono grandi problemi, alla luce del fatto che la carta italiana ha sempre registrato negli ultimi tempi una domanda più che adeguata. Il Tesoro collocherà il prossimo 13 agosto il 5 anni giugno 2014 per un quantitativo comunicato ieri a mercati chiusi e compreso fra i 2,5 e i 3,5 miliardi.

* Banca del Giappone ha chiuso i due giorni di politica monetaria confermando il tasso di riferimento allo 0,1% come ampiamente atteso. Le previsioni sull'economia si mantengono caute: crescente deflazione e debolezza della spesa societaria minacciano le stime per una modesta ripresa a fine anno. Sul fronte macro l'indice sulla fiducia dei consumatori a luglio ha registrato un lieve rialzo, passando a 39,4 dal 37,6 di giugno.

* Giornata piena di dati in Cina, con il Cpi che registra a luglio un calo su anno dell'1,8% dall'1,7% di giugno e il Ppi dell'8,2% dal -7,8% di giugno. La crescita della produzione industriale cinese delude le attese a luglio, salendo del 10,8% sull'anno dal 10,7% di giugno, al di sotto del consensus a 11,7%. Buon risultato invece delle vendite al dettaglio, aumentate nell'anno del 15,2%, segnalando che i consumi interni stanno aiutando a bilanciare il collasso dell'export. Per gli analisti l'obiettivo governativo di una crescita del Pil dell'8% quest'anno resta a portata di mano.

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