Usa, cresce il deficit commerciale, export ai minimi dal 2006

mercoledì 10 giugno 2009 15:57
 

(notizia in italiano con dettagli)

WASHINGTON, 10 giugno (Reuters) - Il deficit commerciale degli Stati Uniti è arrivato a 29,2 miliardi di dollari in aprile, principalmente a causa di una riduzione delle esportazioni che riflette la debolezza della domanda globale, spiega un comunicato del governo americano.

Il dipartimento del Commercio informa che l'export complessivo scende del 2,3% fino a 121,1 miliardi di dollari, il livello più basso dalla metà del 2006. Le esportazioni sono calate in otto degli ultimi nove mesi, complice il perdurare di una crisi finanziaria globale che influisce negativamente sulla capacità e sulla volontà dei consumatori di spendere.

Il deficit di aprile è in linea con le previsioni di Wall Street.

Le importazioni sono calate in aprile per il nono mese consecutivo, ma in proporzione minore rispetto alle esportazioni, decrescendo dell'1,4 percento fino a 150,3 miliardi di dollari. Si tratta del valore più basso dell'import dal settembre 2004, ulteriore dimostrazione che l'economia americana, colpita dalla recessione, non genera i livelli di domanda che era in grado di sostenere in passato.

Gli analisti ritengono che l'affidamento fatto dagli Usa sulla Cina quale principale fornitore continua a crescere e le speranze che il commercio estero potesse sostituire la domanda interna come motore della crescita americana si sono indebolite, perché il mondo intero è in fase di rallentamento.

"Non ci aspettiamo un grosso impulso dal commercio", ha detto Donald Wyss, capo economista dell'agenzia di rating Standard & Poor a New York. "Stiamo perdendo l'unico vento in poppa favorevole che avevamo".

Wyss ha aggiunto che si aspetta una contrazione del pil americano a un tasso annuale del 2,8% nel secondo trimestre, dopo una caduta del 5,7% nei primi tre mesi dell'anno.

Il dollaro perde nei confronti di diverse valute, mentre i rendimenti sul debito Usa sono aumentati dopo che la banca centrale russa ha annunciato di voler ridurre la porzione delle proprie riserve investita in Treasuries a favore delle obbligazioni emesse dal Fondo monetario internazionale.   Continua...