Italia, pensioni terranno solo con piena applicazione riforme-Ue

lunedì 9 marzo 2009 19:56
 

BRUXELLES, 9 marzo (Reuters) - La Commissione europea è del parere che la sostenibilità della spesa pensionistica italiana - in crescita meno della media Ue ma in percentuale rispetto al prodotto interno lordo ancora tra le più elevate - sia legata a doppio filo alla piena applicazione del piano di riforma, inclusa l'adozione dei coefficienti di rivalutazione rivisti già a partire dal 2010.

Lo si legge nella bozza sulla valutazione dell'aggiornamento del programma di stabilità italiano 2008-2011 che sarà sottoposta domani all'approvazione del consiglio Ecofin e successivamente all'imprimatur del consiglio europeo.

Pur riconoscendo che l'impatto dell'invecchiamanto demografico è in Italia meno sensibile rispetto alla media Ue così come l'incremento della spesa previdenziale, Bruxelles non può non passare all'elenco dei caveat. "La spesa pensionistica in percentuale del Pil resta tra le più elevate nella Ue e le proiezioni [dell'aggiornamento del programma] si basano sull'assunto della piena applicazione delle riforme adottate, in particolare che i coefficienti di rivalutazione rivisti in linea con il principio contribuitivo sottostante alle riforme vengano applicati a partire dal 2010" scrive Bruxelles.

Nell'aggiornamento del programma di stabilità presentato il 9 febbraio scorso e inviato a Bruxelles il governo affronta il nodo della spesa pensionistica definendone l'evoluzione "contenuta" e affermando che la posizione italiana non è certo tra le più vulnerabili dell'Unione.

A parere del ministero dell'Economia, il consolidamento fiscale previsto dal programma 2008-2011 risulta inoltre sufficiente ad assicurare finanze pubbliche sostenibili nel lungo periodo", si legge nel documento.

In particolare, la spesa pensionistica sul Pil vede un picco al 15,3% al 2038 (dal 2035 del Dpef) per poi scendere al 13,9% nel 2055 (dal 2050).

"Misure aggiuntive potrebbero essere prese in considerazione, in particolare un ulteriore aumento dell'età pensionabile, specie quella delle donne. Questo consentirebbe una riallocazione della spesa sociale in direzione di un sistema di benefici e sussidi di disoccupazione più comprensivo e uniforme che garantirebbe appropriati incentivi e politiche efficaci" conclude la bozza della Commissione.