10 dicembre 2008 / 17:32 / tra 9 anni

PUNTO1-Enel cerca divorzio da Acciona in 2009 con accollo debito

(Riscrive in parte, unisce altri articoli, aggiunge background)

*Enel pensa ad accordo con Acciona sul 25% di Endesa in 2009

*Enel potrebbe subentrare nel debito di Acciona

*Enel potrebbe rinunciare a j/v con Acciona nelle

rinnovabili

di Alberto Sisto

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - Probabilmente la crisi che si è abbattuta sui mercati ha indotto i due protagonisti Enel (ANA.MC) e Acciona (ENEI.MI) a tornare con i piedi per terra. A rinunciare alle ripicche reciproche nel cda di Endesa (ELE.MC), giocate sulla pelle e l‘operatività della società e a cercare una separazione consensuale fin dal 2009.

Lo riferisce una fonte vicina alla vicenda che ha chiesto di rimanere anonima.

L‘operazione avverrebbe con il minor esborso di soldi e cercando di limitare al massimo le ricadute sul debito del gruppo italiano, i cui vertici non vogliono rinunciare al rating A.

Nè da Acciona nè da Enel è stato possibile ottenere un commento. Anche il Santander (SAN.MC) non ha voluto commentare.

LO SWAP DEL DEBITO

“Enel vuole cercare di risolvere gli accordi con Acciona entro il 2009. Enel si accollerebbe i debiti di Acciona. Questo renderebbe più tranquille le banche spagnole essendo Enel una società con maggior patrimonio di Acciona. Enel potrebbe anche ricontrattare i debiti con il Santander (SAN.MC) principale finanziatore di Acciona godendo di un rating migliore e sfruttando la fase di interessi calanti”, ha detto la fonte.

Per ridurre al minimo eventuali esborsi, potrebbe anche essere considerato il pagamento di un dividendo straordinario di Endesa per il quale sono disponibili “oltre 5 miliardi di euro”.

Enel, per evitare di far lievitare troppo il proprio debito, potrebbe poi considerare ulteriori cessioni come per esempio la vendita ad Acciona di tutto il parco rinnovabile spagnolo inizialmente destinato a una joint venture controllata al 51% dal gruppo di costruzioni, ha detto ancora la fonte.

Secondo gli analisti l‘opzione put, che Acciona per contratto può esercitare dal marzo 2010, vale circa 11 miliardi di euro. E questo sarebbe il prezzo iniziale della discussione fra i due gruppi da cui, però, si dovrebbero detrarre l‘eventuale pagamento del dividendo straordinario e lo sconto per il pagamento anticipato che Enel intenderebbe portare a casa.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MERCATO

Per le due società capofila, Acciona ed Enel, lo scioglimento del matrimonio potrebbe avere benefici effetti in una situazione di mercato già pesante di suo.

Per Enel potrebbe voler dire liberarsi dei lacciuoli che le hanno impedito di sviluppare al massimo le sinergie dell‘operazione in Spagna anche se i vertici del gruppo devono fare molta attenzione sul tema dell‘indebitamento su cui il mercato si dimostra molto sensibile.

Il cds di Enel si è allargato in conseguenza della notizia di oggi, anche se i movimenti del mercato -- dicono alcuni dealer del mercato -- era già partito ieri sera. Il costo per assicurarsi dal caso di default di Enel, il credit defaulf swap a 5 anni, quota stasera attorno a 520-560 pb, 25 pb più largo di ieri sera, quando già aveva guadagnato 40 pb.

Enel ha detto più volte al mercato di non voler rinunciare al rating A e le società di valutazione ritengono che il buon voto al debito possa essere mantenuto se non ci si discosta da un rapporto di 3,5 fra ebitda e debito.

La società guidata da Fulvio Conti, conquistando un ulteriore 25% dell‘Ebitda di Endesa, avrebbe modo di far crescere di qualche miliardo il proprio debito senza incappare nella censura delle società di rating. Nel 2007 la compagnia elettrica spagnola ha generato 7,5 miliardi di Ebitda. Nei primi 9 mesi del 2008 è arrivata a 5,4 miliardi.

Oggi Societe Generale ha scritto in un report che se Enel darà corso alla put di Acciona, nei termini previsti dalle intese esistenti fra i due soci, potrebbe arrivare ad un rapporto debito/ebitda di 4,1.

Il gruppo elettrico italiano sta anche procedendo con il suo programma di dismissioni.

Dopo aver pubblicato il 5 dicembre l‘avviso per sollecitare manifestazioni di interesse per la rete del gas, in mattinata il presidente della società, Piero Gnudi, ha confermato la ripresa delle trattative con Terna (TRN.MI) per la cessione dei 20.000 km di rete elettrica, che secondo un giornale sarebbero venduti per 1,2 miliardi.

Le azioni del colosso elettrico italiano hanno chiuso in progresso dell‘1,79% a 4,4 euro.

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