Bond Milano, verso azione congiunta per impugnare contratti

martedì 9 settembre 2008 17:44
 

MILANO, 9 settembre (Reuters) - Maggioranza e opposizione sono d'accordo, sebbene ancora in via informale, sull'avvio di un'indagine di natura legale che appuri l'eventuale impugnabilità dei contratti che definiscono le operazioni finanziarie del Comune di Milano legate al bond emesso nel giugno del 2005.

Lo dice a Reuters Davide Corritore, esponente del Pd in consiglio comunale, fra i primi a lanciare l'allarme sui derivati legati al maxi-bond del 2005. Secondo Corritore questa una nuova commissione dovrebbe vedere la luce entro la fine di settembre.

"Fra maggioranza e opposizione c'è l'intendimento condiviso di dar via alla nomina di un collegio di legali che valuti i contratti e la loro eventuale impugnabilità" dice Corritore.

Dopo la valutazione tecnico-finanziaria che si è conclusa quest'estate ad opera dei tre saggi nominati dal Comune e che ha definito il valore negativo delle operazioni in essere in 300 milioni di euro, si avvierà insomma una valutazione di tipo diverso.

"I tre saggi hanno individuato perdite per circa 300 milioni di euro di cui circa 80 milioni in costi impliciti e quindi anche commissioni occulte. In questo caso il Comune può costituirsi parte civile in un procedimento penale e richiedere il risarcimento del danno subito, cioè le commissioni occulte e i costi impliciti" dice Corritore.

"La nuova commissione dovrà valutare invece l'impugnabilità dei derivati e quindi chiedere il loro annullamento, con conseguente risparmio delle perdite per l'intero ammontare di circa 300 milioni" dice ancora Corritore, ricordando anche che gli esperti dovranno valutare se i contratti potranno essere impgnati secondo il diritto britannico o quello italiano.

Nell'estate del 2005 il Comune di Milano emise, insieme a Depfa Bank, Deutsche Bank, Jp Morgan e Ubs, un bond da 1,7 miliardi nel 2005, cui seguirono diverse operazioni di finanza derivata guidate dalle stesse banche senza però, secondo le accuse, una regolare gara.