9 ottobre 2008 / 10:51 / tra 9 anni

Monetario resta ingessato nonostante taglio tassi, nuovi p/t

MILANO, 9 ottobre (Reuters) - Ignorando l‘ultimo invito del membro del comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini-Smaghi a scambiarsi denaro, le banche del sistema Uem continuano a diffidare l‘una dell‘altra dopo che Francoforte ha abbassato il tasso di riferimento al 3,75% in un‘azione concertata con i principali istituti centrali del mondo.

La manovra accomodante è riuscita solo a fermare l‘ascesa del tasso Euribor a tre mesi al 5,393%, i massimi pluriennali, senza tuttavia incidere sulla scadenza più lunga dei sei mesi: al fixing londinese quest‘ultima è salita al 5,448% rispetto al precedente 5,438%. In deciso ridimensionamento, viceversa, l‘Euribor ad una settimana, sceso sotto il 5% al 4,790%.

“Se ci fosse fiducia l‘Euribor scenderebbe”, sottolinea un tesoriere, evidenziando che anche oggi il mercato interbancario è paralizzato dalla paura.

L‘azione sui tassi non serve a sbloccare la circolazione di denaro, come è evidente anche dalla mancata reazione alla prima asta a tasso fisso e per importi illimitati annunciata dalla Bce stamattina.

“Perchè il problema non sono i tassi, è la sfiducia tra le banche e la liquidità che non gira”, aggiunge il tesoriere, che suggerisce: “l‘unico modo per creare fiducia è il deposito unsecured o la garanzia statale delle banche”.

Dall‘operazione con regolamento il 15 ottobre la Bce ha deciso che condurrà il p/t con un‘asta a tasso fisso in cui soddisferà per intero le richieste degli istituti al tasso minimo del 3,75%, riducendo il rischio che una banca non possa onorare i suoi impegni perchè in crisi di liquidità.

“In pratica le banche hanno la certezza totale di potersi rifinanziare, dietro presentazione di garanzia, al 3,75% e per qualsiasi importo”, spiega una nota dell‘ufficio studi di IntesaSanPaolo che aggiunge: “La Bce probabilmente spera che questa misura sia considerata un surrogato di una piena garanzia sulle passività a breve termine delle banche e possa ripristinare un minimo di fiducia nel sistema”.

A partire da oggi, inoltre, la Bce ha ridotto a 100 da 200 punti base il corridoio fra il tasso marginale di remunerazione dei depositi e quello di pagamento dei prestiti, con il risultato che il primo resta al 3,25%, come pre-taglio tassi, e il secondo scende al 4,25% dal 5,25 pre-taglio. La misura “riduce l‘intervallo di escursione dei tassi interbancari”, secondo l‘ufficio di Intesa SanPaolo e “punta a riportare la liquidità verso condizioni di equilibrio”, commentano dall‘ufficio studi di Unicredit MIB.

Ieri, intanto è proseguito il ricorso del sistema bancario a prestiti e depositi marginali Bce: l‘importo è stato inferiore rispetto alla seduta precedente, passando a 14,508 da 18,174 miliardi di euro per i primi e a 39,831 da 49,524 miliardi per i secondi.

L‘istituto centrale, inoltre, oggi ha aumentato al record di 100 miliardi la consueta offerta a un giorno in dollari, riuscendo a collocare poi l‘intero importo al tasso marginale in calo del 5% con richieste per 116,154 miliardi.

Sulla curva dei derivati, i futures sui tassi europei correggono dopo i sensibili guadagni della vigilia, complice il rimbalzo delle borse.

Intorno alle 12,30 il futures Euribor a dicembre cede lo 0,09% a 95,470, marzo perde 155 millesimi a 96,105 e giugno lascia sul campo 135 millesimi a 96,44.

Sui depositi al Mid l‘overnight risulta solo in denaro al 3,75%, mentre manca la controparte il lettera. Ieri la media Eonia è stata fissata al 4,51%.

Il differenziale fra l‘Euribor a tre mesi e la corrisponente scadenza sull‘Eonia swap (fissato oggi a 3,644%) - indicativo di quanto le banche chiedono in termini di rischio alle loro controparti in occasione del prestito di fondi - supera i 170 punti base.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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