PUNTO 1-Italia, deficit/Pil vicino a 3% almeno fino a 2011-S&P

martedì 29 luglio 2008 13:55
 

(accorpa pezzi, aggiunge dettagli da report S&P)

ROMA, 29 luglio (Reuters) - La manovra economica triennale del governo italiano avrà un impatto modesto sull'alto debito pubblico del Paese. La debolezza strutturale della finanza pubblica porterà a un rapporto deficit/Pil più vicino al 3% almeno fino al 2011, e di conseguenza anche il rapporto debito/Pil si manterrà sopra al 100%.

É quanto si legge in una nota dell'agenzia di rating Standard and Poors secondo la quale il governo italiano non ha proposto riforme strutturali nelle aree di maggior spesa e le prospettive di crescita dell'Italia potrebbero ulteriormente peggiorare per la situazione demografica italiana.

Il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, interpellato da Reuters, respinge le critiche alla manovra sostenendo che questa serve proprio a centrare il target del pareggio di bilancio entro il 2011. Secondo il quadro macroeconomico del Dpef, il deficit sarà pari allo 0,1% del Pil nel 2011 mentre il debito scenderà nello stesso anno sotto il 100%.

Alla base del critico giudizio dell'agenzia di rating c'è una non sufficiente volontà di sciogliere i principali nodi italiani: "Un settore pubblico sovradimensionato e inefficiente, una debole struttura di bilancio che ha portato ad una crescita rapida della spesa corrente, un sistema pensionistico oneroso, e le richieste che ricadono sul bilancio dello Stato a fronte di un sistema di federalismo fiscale ancora in fase di definizione".

"Per il periodo 2009-2011, che fa sperare in un più pro-attivo consolidamento fiscale sul lato della spesa, il nuovo governo di centro-destra, guidato da Silvio Berlusconi, non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica", si legge.

"Il nuovo Governo ha promesso di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011, principalmente attraverso tagli discrezionali alla spesa pubblica e incrementi mirati delle tasse", aggiunge Trevor Cullinan, credit analyst di Standard & Poor's, sottolineando che anche il precedente governo guidato da Silvio Berlusconi fra il 2001 e il 2006 aveva presentato gli stessi obbiettivi senza poi implementarli.

"Nonostante la nuova coalizione goda di una forte maggioranza in entrambe le Camere del Parlamento, Standard & Poor's si attende che le debolezze strutturali delle finanze pubbliche italiane porteranno il disavanzo di bilancio vicino al 3% del prodotto interno lordo almeno fino al 2011, mantenendo il livello di debito oltre il 100% del prodotto interno lordo".   Continua...