Manovra, norma assegni sociali solo per extracomunitari

martedì 29 luglio 2008 13:49
 

ROMA (Reuters) - Dopo la polemica sull'emendamento al dl manovra che riguarda i precari, oggi imperversa il dibattito sulla norma che irrigidisce i requisiti per l'accesso agli assegni sociali.

Stamani il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha detto che il governo presenterà un emendamento in Senato per correggere la misura.

A stretto giro di posta è intervenuto il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, chiarendo che la norma riguarda gli extracomunitari e non danneggia i cittadini italiani e che la volontà del governo in questo senso è chiara.

"Le modifiche apportate alla Camera all'articolo 20 in tema di assegno sociale non ne mutano la destinazione, che concerne esclusivamente i cittadini extracomunitari", si legge nella nota.

"I limiti alla concessione dell'assegno non riguardano pertanto né i cittadini italiani né tanto meno le casalinghe. In ogni caso la volontà del legislatore - Governo e Parlamento - è inequivoca in materia. Tale interpretazione autentica verrà ribadita immediatamente al Senato", prosegue Vegas.

Una strada di mezzo è quella percorsa dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale la norma va sì corretta ma mantenendo l'esigenza di impedire "abusi" da parte dei lavoratori extracomunitari.

"La necessaria correzione - che già ieri avevamo auspicato - della norma relativa ai criteri di erogazione dell'assegno sociale dovrà ora conciliare la doverosa esigenza di impedire gli eventuali abusi da parte di cittadini extracomunitari con quella di mantenere una prestazione che si configura come un reddito di ultima istanza per persone anziane che per varie ragioni non hanno potuto accumulare adeguati versamenti contributivi", spiega il ministro in una nota.

Cosa farà realmente il governo si capirà a breve. Per ora la misura si avvia ad essere accantonata per consentire un approfondimento.

"Ho chiesto al governo di accantonare l'esame dell'articolo 20 della manovra perché si verifichi come è scritta quella norma. L'intendimento del governo è chiarissimo. La norma si applica solo agli immigrati ma per risolvere il problema è necessario che il testo corrisponda perfettamente allo spirito della norma stessa", ha detto Antonio Azzollini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, dove è in corso l'esame del decreto in seconda lettura.

Nella formulazione attuale del testo i nuovi criteri, introdotti durante una seduta notturna a Montecitorio, prevedono la residenza continuativa in Italia per almeno 10 anni e la necessità di dimostrare, sempre negli ultimi 10 anni, di aver lavorato e versato contributi per ottenere l'assegno.

 
<p>Il ministro per le Relazioni con il Parlamento Elio Vito. REUTERS/ Dario Pignatelli</p>