May 22, 2017 / 4:32 PM / 3 months ago

PUNTO 1-Camera vota Web Tax, sale pressing su multinazionali dopo G7

3 IN. DI LETTURA

* Sanzioni dimezzate se ci si accorda con il fisco

* Boccia (Pd): almeno un miliardo di gettito per lo Stato

* In autunno arriverà la Web tax strutturale (Aggiorna con voto commissione Bilancio e contesto)

ROMA, 22 maggio (Reuters) - La Camera ha dato un primo via libera alla 'Web tax' volontaria, con la quale governo e maggioranza vogliono incentivare un accordo preventivo tra multinazionali del Web e Agenzia delle entrate.

L'elusione fiscale di imprese come Amazon, Apple e Google è da tempo all'attenzione del governo italiano, che ha posto il dossier nell'agenda del G7 finanziario di Bari. Il summit si è chiuso sabato 13 maggio con un mandato all'Ocse perché definisca 'policy options' entro marzo 2018.

Tuttavia, in attesa di verificare gli sviluppi a livello internazionale, il Parlamento ha deciso di imboccare la strada della soluzione nazionale.

Così, tramite un emendamento alla manovra, la commissione Bilancio ha introdotto una procedura di cooperazione rafforzata rivolta a tutte le imprese che rispettano due requisiti: appartengono a multinazionali con ricavi consolidati superiori a 50 miliardi di euro e vendono beni e servizi in Italia per oltre 50 milioni.

Secondo Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione e promotore dell'iniziativa, la web tax potrebbe assicurare allo Stato "un miliardo di euro" già nel 2017, mentre il governo evita di fornire stime.

I colossi del Web fanno profitti in tutto il mondo ma versano le tasse solo dove hanno una "stabile organizzazione d'impresa", tipicamente in Paesi con basse aliquote fiscali.

Nel 2015, stando a stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), il peso delle imposte sugli utili generati in Italia ammontava al 24,6% per Google e al 18,1% per Facebook, a fronte di un'aliquota effettiva (Ires e Irap) del 31,4%.

L'emendamento stabilisce che le web company possono chiedere al fisco italiano una verifica dei requisiti se ravvisano il rischio che "l'attività esercitata nel territorio dello Stato costituisca una stabile organizzazione".

La procedura offre due vantaggi: un quadro tributario certo per il futuro e sanzioni dimezzate per le tasse non versate nei periodi d'imposta già scaduti (è il cosiddetto accertamento con adesione).

La web tax di Boccia è comunque transitoria. L'esecutivo punta a definire una misura strutturale in autunno, con la legge di Bilancio per il 2018.

Una delle ipotesi sul tavolo si rifà alla 'diverted profit tax' inglese ed è oggetto di una legge depositata in Senato da Massimo Mucchetti (Pd), presidente della commissione Industria.

Lo schema prevede di imporre una ritenuta d'acconto del 26% alle società che non riconoscono la stabile organizzazione d'impresa.

(Giuseppe Fonte)

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