27 aprile 2017 / 14:30 / 4 mesi fa

SINTESI-Bce meno pessimista su crescita ma piedi di piombo su inflazione

MILANO, 27 aprile (Reuters) - Nessun intervento sui tassi e nessuna rimodulazione della cosiddetta 'forward guidance' per la politica monetaria della zona euro. E' un esito ampiamente prevedibile e previsto quello del consiglio Bce di oggi, in cui Francoforte conferma l'impegno di restare pronta a varare ulteriori misure espansive in caso di necessità.

Meno scontati -- almeno in parte, a giudicare dalla reazione a caldo dei mercati -- i commenti di Mario Draghi, che esordisce parlando di minori rischi al ribasso sullo scenario di crescita.

Il discorso non vale però per l'inflazione, sulla cui ripartenza l'istituto centrale ancora dubita o per lo meno non dispone di sufficienti argomenti che motivo fiducia.

Si tratta di una distinzione della massima importanza, sottolinea Draghi: un conto sono i rischi sulla crescita, un altro quelli per la stabilità dei prezzi, da tempo ormai unico mandato per la banca centrale.

Il messaggio è ulteriormente chiarito da una precisazione: se tra i consiglieri Bce c'è chi è più ottimista di altri per quanto riguarda la ripartenza dell'economia, in materia di prospettive di inflazione non regna tra i governatori alcun dissenso.

"I dati diffusi dopo il nostro consiglio di marzo confermano che la ripresa ciclica della zona euro si sta consolidando e i rischi al ribasso sono diminuiti" è il commento sulla crescita.

"Non ne abbiamo discusso... si è esaminato l'equilibrio dei rischi sulla crescita, non sull'inflazione" risponde Draghi a chi gli chiede se in sede di consiglio si sia parlato di eliminare il 'bias' ribassista sui tassi.

L'orientamento espansivo che rimane necessario -- precisa -- va messo direttamente e unicamente in relazione allo scenario previsto per i prezzi.

"E' evidente che con il miglioramento delle prospettive di crescita dovrebbero venire meno anche i rischi al ribasso sull'inflazione, ma a questa fase non siamo ancora arrivati".

Con una tempistica quasi esattamente a metà strada tra il primo turno per l'Eliseo di domenica scorsa e l'appuntamento con il ballottaggio del 7 maggio -- su cui incombe comunque l'ombra di Marine Le Pen -- era difficile che il consiglio odierno potesse sbilanciari.

Si tratta di una diagnosi basata comunque anche sui cosiddetti 'hard data' e sulle indagini congiunturali.

Pubblicato in tarda mattinata, l'economic sentiment a cura della Commissione Ue fa registrare un miglioramento migliore del previsto nel clima di fiducia tra i Paesi della zona euro a livello sia di imprese sia di consumatori

Sempre di oggi la prima lettura dell'inflazione tedesca di aprile, con un tasso annuo armonizzato in risalita a 2%, da 1,5% di marzo e 1,9% delle attese. Analogo l'andamento dei prezzi al conumo spagnoli, balzati al ritmo tendenziale di 2,6% a fonte del consensus di 2,3% dopo il 2,1% di marzo.

La dinamica dell'indice 'core' resta però moderata, recita la più tradizionale delle formule Bce: la banca centrale guarda a un orizzonte di medio termine e ben oltre le oscillazioni mensili.

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