PUNTO 2-Referendum, Prodi annuncia il suo sì ma critica Renzi

mercoledì 30 novembre 2016 18:20
 

(Aggiorna con risposta Renzi)

ROMA, 30 novembre (Reuters) - L'ex presidente del Consiglio di centrosinistra, Romano Prodi, esce dal riserbo e a pochi giorni dal referendum costituzionale del 4 dicembre annuncia che voterà sì per evitare conseguenze negative all'estero.

Ma annunciando il proprio voto in una nota, il fondatore dell'Ulivo esprime anche giudizi molto duri, senza citarlo direttamente, sul premier Matteo Renzi. E avverte che c'è un rischio di "inutile e dannosa turbolenza" qualunque sia il risultato della consultazione.

"Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull'esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio Sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale", scrive Prodi che fino a ieri, in un'intervista a Politico, aveva rifiutato di dire come avrebbe votato.

Renzi da Ancona ringrazia il Professore bolognese che "voterà Sì pur non condividendo tutto il testo ma riconoscendo l'esigenza per il Paese di cambiare", riporta un tweet di Bastaunsì, account ufficiale del comitato del sì al referendum.

Prodi ha motivato il suo silenzio, tra l'altro, per i toni del dibattito "che ha, fin dall'inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo".

L'ex presidente della Commissione Ue attribuisce la responsabilità di questa situazione al premier perché, spiega, si sarebbe dovuto separare il contenuto del referendum "dalla sorte del governo". Invece ne è nata "una rissa che ha trasmesso in Italia ed all'estero un senso di debolezza che, qualsiasi sia il risultato di questo referendum, si trasformerà in un periodo (speriamo non troppo lungo) di inutile e dannosa turbolenza".

"Una rissa sulla stabilità, inutilmente messa in gioco da un'improvvida sfida".

Ma Prodi critica Renzi anche per avere "voluto ignorare e persino negare" la storia dell'Ulivo e il suo tentativo di riforma "in senso maggioritario e tendenzialmente bipolare" e definisce la sua una "leadership esclusiva, solitaria ed escludente".

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