Popolare Bari non svaluta azioni, recesso a 7,50 euro, assemblea 10/11 dicembre

venerdì 25 novembre 2016 11:43
 

BARI, 25 novembre (Reuters) - Il Cda di Banca popolare di Bari, riunitosi ieri, ha fissato il valore del diritto di recesso in vista della trasformazione in Spa a 7,50 euro, confermando quindi il prezzo delle azioni rispetto a 9,15 euro validi fino allo scorso aprile, quando è stata disposta una svalutazione del 21%.

Il consiglio ha convocato l'assemblea sulla trasformazione in società per azioni il 10 dicembre in prima e dell'11 in seconda convocazione, con all'ordine del giorno anche la proposta di delega per aumentare il capitale sociale.

Gli advisor finanziari che hanno condotto la perizia e assistito il Cda nella determinazione de prezzo di recesso Enrico Laghi e Deloitte Financial Advisory, spiega un comunicato dell'istituto.

La banca precisa che, in linea a quanto previsto dalla legge di riforma delle popolari limiterà, "in tutto e senza limiti di tempo" il diritto al rimborso con fondi propri.

"Conseguentemente, per le azioni dei soci recedenti non acquistate in sede di opzione ovvero dal mercato, non potrà aver luogo alcuna liquidazione", sottolinea.

Il Cda ha inoltre sospeso le negoziazioni delle azioni come previsto al regolamento del sistema interno di negoziazione.

Le associazioni dei consumatori sono ovviamente soddisfatte in merito al valore delle azioni: "La decisione è in totale controtendenza rispetto a quanto avvenuto nelle altre banche italiane che hanno affrontato il processo di trasformazione da popolare in spa", commenta Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia.

Nelle ultime settimane centinaia di soci hanno aderito al comitato di tutela messo in piedi dalle associazioni, preoccupati all'idea di dover subire ulteriori svalutazioni senza poter vendere le azioni, che sono di fatto illiquide.

Le vicende della banca pugliese hanno avuto eco a livello nazionale. A inizio novembre un gruppo trasversale ai diversi schieramenti politici ha cercato di alzare a 30 da 8 miliardi la soglia di attivi superata la quale le popolari devono rinunciare al voto capitario, cioè il principio 'una testa un voto'.   Continua...