9 novembre 2016 / 17:47 / in un anno

PUNTO 1-Popolare Bari, scontro alla Camera per alzare a 30 mld soglia riforma

* Pressing per evitare trasformazione in Spa a banca pugliese

* Il governo favorevole ma il Pd è diviso

* Impasse blocca anche altre misure a favore delle banche (Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 9 novembre (Reuters) - Tensione alla Camera sulla riforma delle banche popolari, con una parte del Pd che spinge per alzare a 30 da 8 miliardi la soglia oltre la quale diventa obbligatoria la conversione in società per azioni.

L‘obiettivo è far sì che la Banca popolare di Bari mantenga la forma cooperativa, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari. Tra i sostenitori dell‘iniziativa c‘è Francesco Boccia, Pd, presidente pugliese della commissione Bilancio.

Un emendamento al decreto fiscale è già pronto da ieri sera e porta la firma dei relatori: Paolo Tancredi (Ncd) e Giovanni Sanga (Pd).

Sono favorevoli in maggioranza i deputati di Area popolare - che comprendono non solo l‘Ncd di Angelino Alfano ma anche l‘Udc - e Forza Italia all‘opposizione.

Il governo ha dato il suo benestare ma il testo non è mai stato depositato per una divisione tutta interna al Partito democratico di Matteo Renzi, aggiungono le fonti.

Popolare di Bari ha chiuso il 2015 con una perdita netta di 295,3 milioni di euro (utile di 21,3 milioni nel 2014) e attivi a 10,1 miliardi. Le rettifiche nette su crediti sono cresciute su base annua del 109,8% a 170,6 milioni.

Obbligando le grandi banche popolari ad abbandonare il voto capitario, cioè il principio ‘una testa un voto’, il governo con la riforma ha voluto facilitare le aggregazioni tra istituti e l‘accesso al mercato dei capitali per le banche con deficit patrimoniali.

BANCHE SALVATE, SÌ DEL GOVERNO: SPALMARE ONERI NEL TEMPO

La mancanza di un accordo sulla banca pugliese ha sbarrato la strada ad un secondo emendamento dei relatori con nuove misure a sostegno del sistema bancario: perché fosse dichiarato ammissibile serviva l‘unanimità, che invece è mancata.

L‘emendamento bloccato contiene due misure attese dagli istituti di credito e sostenute dall‘esecutivo.

La prima autorizza la Banca d‘Italia a spalmare nel tempo il nuovo onere cui andranno incontro le banche per le difficoltà nella cessione di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e Carichieti.

L‘operazione si chiuderà infatti con incassi inferiori agli 1,8 miliardi con i quali il Fondo di risoluzione ha ricapitalizzato le quattro banche, salvandole a fine novembre 2015.

La seconda consente di dedurre dalle tasse le perdite su crediti anche alle banche che chiudono i bilanci in perdita o non distribuiscono utili, come ad esempio le Bcc.

Più in dettaglio, le svalutazioni accumulate fino al 2014 e non ammortizzate potranno comunque essere dedotte dal 2026 per il 25% all‘anno.

L‘intero pacchetto dedicato alle banche potrebbe essere recuperato attraverso la presentazione di nuovi emendamenti.

Un‘altra possibilità, riferita da una fonte governativa, è inserire le misure nella legge di Bilancio durante il passaggio in Senato, dopo che si sarà svolto il referendum costituzionale del 4 dicembre.

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