Banche salvate, spalmare onere supplementare su settore, anche in decreto - Abi

lunedì 7 novembre 2016 11:03
 

ROMA, 7 novembre (Reuters) - L'onere supplementare che dovranno pagare le banche italiane per coprire le perdite del Fondo di risoluzione nel salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e Carichieti dovrà essere spalmato in più anni per evitare impatti pesanti sui bilanci e per non causare problemi all'erario.

Lo ha spiegato il presidente dell'Abi Antonio Patuelli parlando a un incontro a Ravenna nel fine settimana.

La questione riguarda il processo di vendita per le quattro banche messe in risoluzione lo scorso novembre, non ancora concluso, che non riuscirà a far recupere al Fondo di risoluzione 1,8 miliardi con cui aveva ricapitalizzato le banche ponte.

"Mi aspetto una prossima conclusione [del processo di vendita] con una prossima fattura su tutte le banche italiane non risolute, per il conguaglio per le quattro banche", ha detto Patuelli.

"La fattura per il completamento della risoluzione me l'aspetto e ho solo l'incertezza sul quanto, quando e sul trattamento civilistico della fattura", ha aggiunto.

L'articolo 76 della legge di Bilancio ha previsto che Bankitalia potesse far spalmare alle banche, su massimi 5 anni, questo onere per evitare di concentrare in un anno sia l'impatto sui conti economici, sia quello negativo di minore gettito per lo Stato per il medesimo anno.

Di questo articolo è stato chiesto lo stralcio e ora toccherà alla presidenza della Camera esprimersi.

"Ci sono veicoli normativi in cui inserire questa norma, anche con più anticipata entrata in vigore, anche in un decreto, se la norma viene stralciata dalla legge di bilancio", ha auspicato Patuelli.

Il presidente dell'Abi ha anche rinnovato le critiche per le modalità con cui è avvenuto il processo di vendita, con tempi limitati imposti dalla vigilanza europea.   Continua...