Voluntary disclosure, Greco: capitali non rientrano per paura bail-in

mercoledì 2 novembre 2016 13:45
 

ROMA, 2 novembre (Reuters) - Dei circa 60 miliardi regolarizzati con la prima 'voluntary disclosure', ne sono fisicamente rientrati in Italia solo 16 anche a causa del bail-in, la regola europea che impone perdite ad azionisti e creditori in caso di salvataggi bancari.

A suggerirlo è Francesco Greco, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, nel corso di un'audizione alla Camera sul decreto fiscale.

"I problemi sono due: l'eccessiva burocratizzazione del rapporto con la banca e il pericolo bail-in", ha detto il magistrato.

La prima edizione della procedura di collaborazione volontaria, con la quale è possibile sanare i capitali nascosti sia in Italia all'estero, ha permesso allo Stato di raccogliere oltre 4 miliardi compresi gli interessi.

Il governo, tramite il decreto, ha riaperto i termini della sanatoria e gli evasori potranno aderire dal 24 ottobre 2016 al 31 luglio 2017. Il gettito, pari a 1,6 miliardi, concorre ad assicurare le coperture della manovra da 27 miliardi.

Greco difende il governo dalle accuse di essere morbido con chi evade le tasse e dice che "c'è molta confusione sul concetto di scudo fiscale, condono e programma di disclosure".

La voluntary disclosure prevede il pagamento di tutte le imposte con un regime premiale su sanzioni e pene previste in caso di reati fiscali.

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