"Voluntary", ipocrita continuare a fare i puristi - procuratore Milano

venerdì 28 ottobre 2016 19:32
 

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Continuare ad avere aprioristicamente un atteggiamento critico e "purista" di fronte a strumenti di giustizia negoziata, come il patteggiamento e la voluntary disclosure, è ipocrita.

Lo ha dichiarato oggi il procuratore capo di Milano Francesco Greco nel suo intervento al convegno "Criminalità d'impresa e giustizia negoziata: esperienze a confronto" al Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano.

La bozza in discussione della legge di bilancio 2017 prevede la riedizione della voluntary disclosure, la procedura per l'emersione dei capitali nascosti al fisco in Italia e all'estero che nelle previsioni del governo dovrebbe garantire circa 2 miliardi di euro.

"Quando in Italia qualcuno ha iniziato a parlare di 'voluntary disclosure', già prevista in 39 grandi paesi nel mondo - ha esordito Greco - ho avuto l'impressione che nessuno sapesse cosa è l'Ocse e cosa fa il resto del mondo. Ora, a distanza di sei anni, mi sembra che molti non sappiano la differenza fra condono, scudo fiscale, 'voluntary' eccetera".

Greco ha quindi citato l'esempio pratico di Milano, città di cui dirige la procura. "A Milano hanno sede circa 3.100 società estere, è la capitale della finanza, c'è la Borsa, ogni giorno ha un afflusso di 1.100.000 pendolari. La procura riceve circa 120.000 notizie di reato all'anno. E ha la stessa pianta organica di Roma o Napoli, che ha 66.000 notizie di reato all'anno. E questa pianta ha in più una carenza organica del 16% e il 34% di carenza di personale amministrativo. In questa situazione, continuare a fare i puristi è ipocrita".

"Fui il primo nel 1989 a subordinare il parere favorevole al patteggiamento di una grande bancarotta fraudolenta all'effettuazione del risarcimento", ha continuato il procuratore. "In Mani pulite sono stati fatti 900 patteggiamenti per 4.000 indagati. Ed è evidente che o si patteggia o molti reati, con tre gradi di giudizio, si prescrivono".

"La giustizia negoziata - ha sottolineato - è una forma seria di deflazione e anche giurisdizione. Non dimentichiamo che è prevista la confisca dell'equivalente".

Greco, dopo aver ricordato l'importanza della legge 231, pur perfettibile, sulla responsabilità delle società per i reati presupposti ascritti a propri dirigenti, ha concluso dicendo di pensare "che ci debba essere in Italia una revisione critica di atteggiamenti che hanno fatto il loro tempo: non tutto è giurisdizione".

Credit Suisse, indagata per il reato presupposto di riciclaggio come persona giuridica in base all'articolo 8 della legge 231 sulla responsabilità degli enti per reati ascritti a propri funzionari anche "quando l'autore del reato non è stato identificato", qualche giorno fa ha aderito all'accertamento dell'Agenzia delle Entrate pagando 101 milioni di euro, e la procura di Milano ha dato parere favorevole alla richiesta di patteggiamento della banca per 9 milioni di euro, fra sanzioni penali e confisca.   Continua...