ECONOMICA-Equitalia, condono da 2 mld allontana Roma da prassi internazionale

venerdì 28 ottobre 2016 11:53
 

di Luca Trogni

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Funzioni e poteri della società che sostituirà Equitalia sono ancora indefiniti ma per il momento, al posto di porre le basi per una maggiore riscossione, il governo ha scelto la via dell'incasso immediato a costo di minori entrate future.

Con la decisione di condonare buona parte dell'importo dovuto ai detentori delle cartelle di Equitalia il governo sembra infatti andare nella direzione opposta a quella consigliata dal Fondo Monetario Internazionale nel rapporto richiesto dal ministro Padoan.

Studi economici e prassi dimostrano che le sanatorie, come quella decisa per i debitori di Equitalia, creano le condizioni per maggiore evasione fiscale.

In Italia si parte da un quadro in cui la difficile congiuntura economica ha spinto una maggior fetta di contribuenti a una nuova strategia di inadempienza fiscale: dichiarare quanto dovuto, non pagare e, una volta ricevuta la richiesta di riscossione, chiedere la rateizzazione.

Si ottengono così 7-10 anni di credito da parte dello Stato, periodo in cui c'è chi occulta la sua ricchezza e rende il credito inesigibile, come sottolinea Maria Cecilia Guerra, economista e senatrice Pd.

Con una corsa al rialzo a fine giugno 2015 gli arretrati fiscali, saliti a 568 miliardi, rappresentavano il 116% del gettito fiscale. Con un tasso di riscossione sugli arretrati limitato al 6%.

La ricetta del Fondo Monetario Internazionale per combattere questa situazione è piuttosto chiara e ispirata alla prassi internazionale.

La tanto criticata Equitalia, che pure si muove in base a leggi decise dal Parlamento, va dotata di maggiori poteri. Deve poter verificare la consistenza dei conti correnti bancari come accade in altri paesi e deve potere selezionare su chi, i creditori a più alta capacità di reddito, concentrare le proprie energie. Oggi Equitalia è infatti vincolata all'obbligatorietà delle azione esecutiva su tutti i soggetti.   Continua...