28 ottobre 2016 / 09:57 / tra 10 mesi

ECONOMICA-Equitalia, condono da 2 mld allontana Roma da prassi internazionale

di Luca Trogni

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - In Italia la difficile congiuntura economica ha spinto una maggior fetta di contribuenti a una nuova strategia di inadempienza fiscale: dichiarare quanto dovuto, non pagare e, una volta ricevuta la richiesta di riscossione, chiedere la rateizzazione.

Si ottengono così 7-10 anni di credito da parte dello Stato, periodo in cui c'è chi occulta la sua ricchezza e rende il credito inesigibile, come sottolinea Maria Cecilia Guerra, economista e senatrice Pd.

Con una corsa al rialzo a fine giugno 2015 gli arretrati fiscali, saliti a 568 miliardi, rappresentavano il 116% del gettito fiscale. Con un tasso di riscossione sugli arretrati limitato al 6%.

Anche per combattere questa situazione il ministro Padoan ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale di preparare un rapporto sull'amministrazione fiscale italiana.

La ricetta, ispirata alla prassi internazionale, è piuttosto chiara.

La tanto criticata Equitalia, che pure si muove in base a leggi decise dal Parlamento, va dotata di maggiori poteri. Deve poter verificare la consistenza dei conti correnti bancari come accade in altri paesi e deve potere selezionare su chi, i creditori a più alta capacità di reddito, concentrare le proprie energie. Oggi Equitalia è infatti vincolata all'obbligatorietà dell'azione esecutiva su tutti i soggetti.

Non solo. Vanno ridotte le sanzioni che, con le regole attuali finiscono con l'avere un effetto moltiplicatore sulle imposte non versate, e ci vuole più autonomia rispetto all'Agenzia delle Entrate. E la stessa Agenzia ha meno spazio di manovra rispetto al ministero di quanto non si riscontri a livello internazionale.

ARRETRATI FISCALI NON RISCUOTIBILI PER IL 77%

Il rapporto Fmi indica anche alcune vie per affrontare il nodo degli arretrati, partendo da un dato di fatto: il 77% di questi arretrati non è riscuotibile perchè si riferisce a nullatenenti, falliti, deceduti. E per questo bisognerebbe introdurre una prassi di cancellazione per avere un quadro più realistico e concentrarsi su casi in cui la riscossione è possibie.

Un processo di cancellazione, propongono i funzionari Fmi ispirandosi alla prassi internazionale, che dovrebbe essere caso per caso.

Restano comunque, sottolinea il Fondo, 100 miliardi riscuotibii con nuovi poteri: 60 miliardi dello stock di arretrati, 39 miliardi garantiti dal patrimonio dei contribuenti.

La direzione scelta dal governo Renzi recepisce ben poco di un parere che, invece, per quanto riguarda la lotta all'evasione dell'Iva è stato accolto in pieno. Per le imposte indirette la ricetta di Washington prevedeva di introdurre obblighi di dichiarazione Iva mensili o trimestrali, come in tutti gli altri paesi Ue. E dal 2017 l'efficace lotta all'evasione Iva condotta negli ultimi anni si avvarrà in Italia anche dell'obbligo di dichiarazioni trimestrali uitli per far emergere una quota di Iva oggi elusa.

In tema di riscossione, invece, si preferisce chiudere Equitalia, ma non le sue funzioni, che necessariamente verranno affidate a un analogo ente con un nuovo cappello e, presumibilmente, con nuove norme che si sarebbero potute imporre ad Equitalia stessa.

In occasione di questo passaggio si condonano interessi e sanzioni con l'obiettivo di incassare due miliardi di euro nel 2017. Il nuovo target, contenuto nel recente decreto fiscale, prevede infatti un totale di 2,7 miliardi dal 2017 al 2019 rispetto ai 4 miliardi annunciati a metà ottobre da Renzi in nome della 'rottamazione' delle cartelle esattoriali .

La versione definitiva della manovra di bilancio, al momento slittata a sabato 29, potrebbe presentare qualche aggiustamento.

Ma la via della una tantum sembra presa.

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