MONETARIO-Tassi non subiscono effetto fine mese, eccesso a 1.100 mld

venerdì 28 ottobre 2016 11:04
 

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Scorre senza tensioni il fine mese sul mercato monetario, dove i tassi non si discostano dalla soglia inferiore di -0,40% della deposit facility Bce.

** Attorno alle ore 11, su General Collateral Italia il tasso tom/next, che lavora sullo scavalco (31 ottobre/1 novembre) scambia a -0,39%; sullo stesso livello l'overnight, a -0,395% lo spot/next.

** "Effetti sui tassi non se ne vedono; non ci sono stati movimenti neanche ieri sullo spot, né li prevedo lunedì sull'overnight", commenta un tesoriere da Milano. "L'eccesso è talmente prorompente da addolcire anche queste scadenze tecniche".

** L'eccesso di fondi nel sistema viene calcolato in media su questa settimana intorno ai 1.100 miliardi.

** Il mercato dovrebbe avanzare piatto nel prossimo mese di novembre, anche durante la finestra dei riversamenti fiscali, tra il 16 e il 23 con fuoriuscite dai conti stime in 35-40 miliardi. "Bisognerà probabilmente attendere fine anno per rivedere qualche scostamento di rilievo", prosegue il tesoriere.

** In settimana la Bce ha assegnato fondi a sei giorni per 36,027 miliardi, su 33,428 in scadenza, e fondi trimestrali per 5,427 miliardi, su 7,010 in scadenza .

** Si conferma inoltre un ritorno di interesse per i p/t in dollari della Bce, a fronte della tendenza al rialzo dei tassi sul mercato interbancario in valuta Usa: in settimana Francoforte ha assegnato fondi a sette giorni in dollari per 1,015 miliardi (al tasso fisso dello 0,90%), cifra comunque inferiore ai 3,54 miliardi in rientro dalla settimana scorsa.

** Sul fronte Bce, il focus va ora al meeting di dicembre, da cui dovrebbero arrivare indicazioni precise sull'evoluzione del Qe. Gli operatori cominciano a ragionare su una progressiva riduzione dell'importo degli acquisti mensili, che potrebbe partire subito dopo il termine di marzo 2017.

** "La Bce dovrà dare sicuramente qualche chiarimento il mese prossimo. Per quanto ottimistiche, le prospettive su crescita e inflazione non sono eccezionali" conclude il tesoriere. "Cominciare a ridurre da aprile 2017 vorrebbe dire esaurire completamente il Qe tra poco più di un anno: tutto può cambiare, ma per ora ci andrei cauto".   Continua...