20 ottobre 2016 / 14:52 / 10 mesi fa

SINTESI-Bce, appuntamento a dicembre per aggiustamento programma Qe

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - Tutto rimandato al consiglio di dicembre. Come previsto, l'odierna riunione Bce sui tassi si è chiusa con un nulla di fatto per quanto riguarda sia il costo del denaro sia eventuali rimodulazioni del programma di acquisto asset.

Già con l'annuncio della conferma dei tassi, il comunicato della banca centrale recitava, formula identica a quella dell'8 settembre, che il Qe è destinato a proseguire al ritmo attuale -- 80 miliardi di euro al mese -- per lo meno fino all'attuale scadenza di marzo 2017.

Cosa succederà dopo non sarà chiaro prima del prossimo appuntamento, tra esattamente sei settimane, tenendo in considerazione che sarà per allora disponibile l'ultimo aggiornamento delle stime trimestrali dello staff su crescita economica e inflazione, per la prima volta allargate all'orizzonte del 2019.

Nel tradizionale incontro con la stampa Mario Draghi non è di molte parole.

"Qualche volta è importante anche mettere in chiaro quello di cui non si è discusso: non abbiamo discusso dell'ipotesi di 'tapering' o dell'orizzonte del programma di acquisto asset", risponde il numero uno Bce a chi gli chiede di cosa si sia dibattuto oggi in sede di consiglio.

"Non c'è stata alcuna discussione su una modifica della politica monetaria", precisa.

Le parole del numero uno Bce mettono brevemente le ali all'euro, in rapida volata oltre 1,1 su dollaro, facendo in parallelo risalire i rendimenti dei governativi. Il movimento rientra però nell'arco di poco, evidentemente insieme ai timori che il sostegno della politica monetaria venga progressivamente a ridimensionarsi.

Mentre proseguono i lavori dei comitati tecnici, incaricati di proporre eventuali modifiche al Qe, le dichiarazioni di Draghi arrivano al contagocce.

Il consiglio, cui sul destino del Qe spetta comunque l'ultima parola, ha oggi semplicemente "preso atto" dei risultati provvisori presentati finora dai comitati.

Due sole le osservazioni, entrambe peraltro piuttosto nel campo dell'ovvio: il programma non può proseguire per sempre né si immagina di interromperlo dall'oggi al domani.

Già prima delle parole di Draghi le scommesse degli addetti ai lavori erano concentrate su dicembre.

"La valutazione del consiglio di dicembre beneficierà delle nuove proiezioni macroeconomiche fino al 2019 e delle considerazioni dei comitati tecnici incaricati di studiare le opzioni perché il programma degli acquisti prosegua senza intoppi fino a marzo 2017 o oltre", precisa il presidente.

Dagli ultimi sondaggi Reuters condotti sia tra gli analisti sia tra gli operatori, l'indicazione è che Francoforte dovrebbe prorogare la durate del Qe di sei mesi -- dunque a settembre 2017 -- senza però rimodulare il volume degli acquisti.

Quel che è chiaro è che Draghi -- oggi -- non intende legarsi le mani con alcuna dichiarazione di intenti.

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