17 ottobre 2016 / 15:42 / un anno fa

Btp Italia parte lento, retail frenato da cedola e scostamento scadenze

MILANO, 17 ottobre (Reuters) - Gli investitori retail hanno riservato un‘accoglienza piuttosto tiepida alla prima giornata di collocamento del nuovo Btp Italia, giunto alla decima edizione.

I piccoli risparmiatori hanno infatti richiesto 1,2 miliardo di euro del nuovo titolo ottobre 2024 contro i 2,3 miliardi registrati nella prima giornata di collocamento dell‘ultima emissione.

Il Btp Italia emesso ad aprile, sempre della durata di 8 anni, ma con una cedola di 0,40% contro lo 0,35% minimo garantito dal Tesoro per il titolo lanciato oggi, aveva fatto registrare 4,2 miliardi di ordini dal retail, arrivando a un totale di 8 miliardi con il contributo degli istituzionali.

A frenare l‘interesse degli investitori privati una cedola minima garantita poco attraente, la più bassa mai offerta per questo strumento, indicizzato all‘inflazione italiana.

Il Tesoro ha del resto già coperto l‘89,5% del funding previsto per quest‘anno, la cui asticella è stata abbassata dalla responsabile del debito pubblico Maria Cannata a 375 miliardi dai precedenti 385 miliardi. Non c‘era dunque motivo di mostrarsi generoso nelle condizioni di offerta, come fatto in passato.

“Il retail guarda quasi esclusivamente alla cedola, gli altri tipi di valutazione sono secondari”, dice il funzionario di una banca che seguito l‘emissione per la clientela retail.

Proprio gli investitori privati, da un anno a questa parte hanno progressivamente mostrato minor interesse per il comparto dei titoli di Stato, alla luce dello schiacciamento dei rendimenti effetto delle misure non convenzionali della Bce per ridare fiato all‘economia.

Contribuisce ad una prima giornata sottotono è però anche un fattore tecnico, prosegue l‘addetto ai lavori.

In concreto, infatti, il Btp Italia emesso nell‘ottobre 2012 per 18 miliardi scade sabato prossimo 22 ottobre, mentre la raccolta ordini per il comparto retail è iniziata oggi e termina mercoledì 19 ottobre, salvo chiusura anticipata a domani.

Lo scostamento fa da ostacolo al risparmiatore che abbia il vecchio titolo in portafoglio e voglia acquistare la nuova emissione. Tipicamente il pubblico retail investe infatti quando vede rientrare la liquidità di un vecchio titolo.

Anche se il nuovo Btp Italia ha regolamento il 24 ottobre, “di fatto, chi voglia destinare almeno parte della liquidità investita nel vecchio titolo alla nuova emissione può farlo solo con una procedura più complicata, recandosi allo sportello e non tramite home-banking”.

Venerdì scorso Maria Cannata ha indicato per la nuova emissione un importo in linea con le ultime edizioni, che hanno oscillato tra 7,5 e 9,4 miliardi.

Per centrare l‘obiettivo sarà decisivo il contributo degli istituzionali, cui sarà riservata la mattina di giovedì 20 ottobre.

“Dal punto di vista dei fondi non vedo un grosso interesse”, dice Yuri Basile, responsabile reddito fisso di Aletti Gestielle, che rileva come le prospettive per l‘inflazione non siano entusiasmanti, anche se per arrivare a breakeven con un titolo nominale di pari scadenza basterebbe nel 2020 un‘inflazione di 0,7-0,8%.

“Non c‘è un premio sul precedente titolo e non viene in questo momento remunerata la maggiore illiquidità dello strumento Btp Italia rispetto al comparto degli indicizzati all‘inflazione europea”, spiega il gestore, aggiungendo che al momento vengono preferite le scadenze più lunghe, le uniche a fornire un minimo di rendimento, come dimostra l‘accoglienza riservata al Btp 50 anni.

(Elvira Pollina)

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