Italia, aumento debito Target2 legato principalmente a Qe-Bankitalia

venerdì 14 ottobre 2016 15:02
 

MILANO, 14 ottobre (Reuters) - Di fronte all'aumento del debito Target2 dell'Italia -- salito a settembre a nuovi massimi -- Bankitalia torna a spiegare che tale evoluzione è "in larga misura" conseguenza della creazione di liquidità derivante dagli acquisti di asset effettuati da via Nazionale nell'ambito del programma di Qe dell'Eurosistema.

Nel nuovo numero del Bollettino economico Bankitalia spiega che nei primi sette mesi del 2016 (per i quali è possibile fare un confronto con i dati di bilancia dei pagamenti) l'aumento del debito Target2 è stato il risultato di fattori diversi: la riduzione della raccolta obbligazionaria delle banche italiane sui mercati esteri e la diversificazione del portafoglio delle famiglie in favore del risparmio gestito, con una "rilevante quota" di fondi di diritto estero; elementi questi ultimi che si sono contrapposti alla conferma dell'interesse per i titoli di Stato italiani da parte dei non residenti.

In settembre il debito Target2 dell'Italia -- che registra le passività sul sistema di pagamento dell'Eurosistema -- ha toccato un nuovo record a 353,940 miliardi di euro.

RESTA INTERESSE ESTERI PER TITOLI DI STATO

Nella pubblicazione odierna, Bankitalia riporta che tra gennaio e luglio di quest'anno gli investimenti esteri in titoli pubblici italiani sono rimasti positivi per 15,1 miliardi, mentre si sono ridotte le obbligazioni bancarie italiane nel portafoglio dei non residenti (-21,1 miliardi da inizio 2016) "in seguito a rimborsi non compensati da nuove emissioni, in linea con la riduzione dei collocamenti obbligazionari all'ingrosso da parte delle banche residenti".

Dall'altro lato, prosegue il Bollettino, i residenti hanno continuato a effettuare acquisti netti di titoli esteri, "confermando la tendenza a sostituire la componente obbligazionaria con prodotti del risparmio gestito, comparto nel quale i fondi di diritto estero rivestono un ruolo molto rilevante"; nei primi sette mesi del 2016, si legge, gli acquisti netti sono stati pari a 56,9 miliardi, di cui circa la metà rappresentata da quote di fondi comuni.

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