Terremoto, Renzi: danni per almeno 4 miliardi. In tenda ancora 2.500

venerdì 23 settembre 2016 11:52
 

ROMA, 23 settembre (Reuters) - I danni provocati dal terremoto del 24 agosto in Italia centrale ammontano ad almeno 4 miliardi di euro, ha detto oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Il premier è tornato a invitare i Comuni italiani a varare piani di prevenzione antisismica, in particolare per le scuole, spiegando che "saranno considerati fuori dai limiti del Patto di Stabilità", e ha confermato l'estensione al 2017 dell'ecobonus al 65% per chi investe in miglioramenti e adeguamenti anti-terremoto degli edifici.

I danni si aggirano "come minimo sui 4 miliardi", ha detto Renzi durante una conferenza stampa per fare il punto sul sisma che ha provocato quasi 300 morti. "E' una stima molto prudente".

Renzi ha annunciato che il Consiglio dei ministri fissato per oggi pomeriggio approverà il decreto sul cosiddetto "cratere", che individua i Comuni che otterranno le agevolazioni principali per il post-terremoto.

Entro lunedì sarà invece varato il Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che istituisce il piano pluriennale "Casa Italia" contro le catastrofi naturali e di efficientamento energetico, ma Renzi non ha indicato i costi del progetto.

Il commissario di governo per il sisma, l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, ha invece annunciato che entro il 2-3 ottobre il governo "proporrà un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto".

Errani ha detto che l'esecutivo ha ribadito "la scelta di ricostruire tutto, comprese le seconde case" abbattute o danneggiate dal terremoto.

Sono circa 3.000 le persone assistite dopo il sisma di un mese fa, 2.500 delle quali ancora in tenda, ha detto il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Curcio ha promesso che le tendopoli verranno chiuse "il prima possibile", mentre già da questo fine settimana ci sarà una "riduzione importante" del numero degli ospiti.

Il problema principale, secondo le autorità, riguarda la resistenza degli abitanti a lasciare le zone d'origine e la difficoltà a spostare chi ha interessi specifici come negozi e aziende. Mentre il governo indica intanto in sette mesi il tempo massimo per allestire villaggi di abitazioni leggere, le cosiddette "casette".

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