2 settembre 2016 / 10:37 / in un anno

PUNTO 1-Italia, debito e deficit scenderanno anche con minor crescita - Padoan

(cambia titolo, aggiorna con dettagli da intervento a forum Ambrosetti)

CERNOBBIO, 2 settembre (Reuters) - Il quadro macroeconomico peggiore delle attese non modificherà il trend dei conti pubblici italiani: il debito scenderà già da quest‘anno in rapporto al Pil e il deficit proseguirà la sua china discendente anche l‘anno prossimo.

Sono i paletti fissati dal ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan, a poche settimane dalla presentazione della prossima legge di bilancio.

“Per il rapporto debito/Pil l‘obiettivo per quest‘anno rimane quello della discesa” ha detto Padoan, intervistato da Reuters a margine del workshop Ambrosetti di Cernobbio, proprio mentre Istat confermava la stasi congiunturale dell‘economia nel secondo trimestre.

La prossima legge di bilancio, che il governo varerà in ottobre per poi sottoporla al giudizio di Bruxelles, “conferma i principi della politica economica fin qui seguiti dal governo: il consolidamento delle finanze pubbliche e il sostegno alla crescita”, ha detto poi Padoan di fronte ai rappresentanti della comunità economico finanziaria.

Questo in un contesto macroeconomico in cui “le risorse sono minori”, anche per ragioni esogene, quali il calo dell‘inflazione, che ha “un impatto sulla velocità della discesa del debito e sugli impegni presi dal governo”.

Lobiettivo di deficit per l‘anno prossimo non sarà quindi 1,8%, come previsto ad aprile, ma comunque si attesterà sotto il 2,3% indicato per quest‘anno.

Per il debito/Pil, pari a 132,7% nel 2015, il governo ha preso l‘impegno di un calo a 132,4% quest‘anno.

Quanto alla composizione della manovra, Padoan è netto: “Quello che faremo sarà meno di quello che avremmo potuto fare, perché dobbiamo rispettare i vincoli”.

Il grosso delle risorse -- circa 15 miliardi -- sarà destinato a disinnescare le clausole di salvaguardia sull‘Iva, il resto sarà ripartito in misure volte a migliorare la competitività e la produttività delle imprese, su cui è in corso “un dibattito pubblico e interno al governo”.

“Ci sarà anche attenzione alle fasce più deboli e ai lavoratori anziani” dice Padoan, senza entrare nel dettaglio. L‘ex capoeconomista Ocse ha voluto peraltro sottolineare come “crescita e lotta alla diseguaglianza nono sono in contrasto ma si sostengono a vicenda” e sia dunque necessario, anche per “tranquillità politica”, perseguire l‘obiettivo di maggiore equità.

Le riforme strutturali, sottolinea poi il ministro, richiedono pazienza: i benefici si dispiegheranno nel lungo periodo. “Per uscire dalla situzione in cui ci troviamo bisogna avere pazienza, che non vuole dire rinviare ma essere coscienti che i benefici arrivano con il tempo”.

Da evitare a tutti i costi la “policy uncertainty”, ovvero l‘incertezza riguardante la direzione delle politiche e l‘incertezza istituzionale.

Un accenno poi al passaggio decisivo del referendum costituzionale di questo autunno: “Riforme che semplificano, migliorano e alleggeriscono il rapporto tra istituzioni e cittadini hanno beenfici economici importanti”.

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